Napoli e Milan, ai quarti di finale con le idee: eccezioni in Italia

Il Napoli e il Milan sono un’eccezione nel calcio italiano

Giuntoli è l’architetto su cui Spalletti e De Laurentiis hanno costruito la Grande Bellezza del Napoli. Maldini e Massara i dirigenti capaci di attraversare la cessione da Elliott al fondo Red Bird. Conti risanati eliminando spese superflue, mettendo la logica calcistica al centro del progetto, sforbiciando i costi e alleggerendo le gestioni. Giuntoli a Napoli lo chiamano “mister 35%”. Il capolavoro estivo lo ha realizzato riuscendo ad abbassare il monte ingaggi complessivo da circa 110 milioni lordi a 73.

Non solo. Koulibaly, ceduto a 38 e sostituito da Kim comprato a 18, senza avvertire alcun contraccolpo in difesa. Il coreano prende 2,5 più i premi. Il senegalese guadagnava 6 milioni. Mertens, un idolo, era incerto se prolungare e un anno fa viaggiava sui 4,5 netti. Raspadori ha firmato a 2,5 e Simeone a 1,8. Insigne ne percepiva 5 e non ha firmato il rinnovo a 3,5. Kvara è arrivato felice come un bambino a meno di 1,5 di stipendio.

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