Il Napoli sta vivendo sans taglione complicata e nemmeno l’avvento in panchina di Walter Mazzarri ha saputo dare la scossa necessaria, anzi. La media punti è calata così come la pericolosità offensiva. Le colpe sono da dividere tra le varie componenti ma c’è una parte della critica che ne assegna parecchie all’allenatore toscano. Non è così per il giornalista Ivan Zazzaroni.
Zazzaroni in soccorso del soldato Mazzarri
“Da l 25 novembre a oggi Walter Mazzarri ha allenato quel che resta dello scudetto in 14 occasioni ma quasi mai con una squadra parente stretta del Napoli campione. Al di là dell’altissima qualità del gioco di Spalletti, abbiamo sempre considerato Osimhen, Anguissa, Lobotka, Di Lorenzo, Kvara, Meret e Kim i punti di forza della squadra irripetibile che la scorsa stagione spianò la concorrenza. Ma Osimhen e Anguissa Mazzarri li ha avuti insieme cinque volte su nove e in un’occasione a testa i due hanno giocato senza il collega. Un’accettabile continuità è sempre venuta a mancare, non a caso Mazzarri ha tentato più di un rimescolamento provocando qualche disorientamento – ha scritto sul Corriere dello Sport -. Tutto questo per sottolineare che le valutazioni sul lavoro del tecnico le ho trovate spesso ingiuste e soprattutto figlie di un pregiudizio che deriva in primo luogo dal ricordo dello spettacolo mostrato fino a giugno e poi dall’ingiustificata diffidenza che da sempre accompagna il percorso professionale di Mazzarri; diffidenza che le suggestioni dei nuovi scienziati della panchina hanno naturalmente aumentato nelle menti più fantasiose e meno educate: c’è peraltro chi nasce con addosso l’etichetta del fenomeno e chi invece se la deve grattare ogni santo giorno per riuscire a conquistare consenso e credibilità. Penso sia improbabile che De Laurentiis confermi Walter l’anno prossimo (glielo posso solo augurare): spero tuttavia che da qui a maggio abbia almeno l’opportunità di allenare qualcosa di simile al Napoli più convincente degli ultimi trent’anni”.


