A poco più di un mese dall’inizio della fase finale degli Europei, il commissario tecnico della Nazionale, Luciano Spalletti, ha fatto il punto sulle prospettive azzurre, ma ha anche parlato del suo passato a Napoli, rivelando dei dettagli interessati soprattuto del suo rapporto con il presidente Aurelio De Laurentiis.
Spalletti torna a raccontare il suo passato a Napoli
“Esiste il culo con la kappa. Domenica scorsa il Napoli avrebbe meritato di vincere e non ha vinto. Sono sfumature che ti fanno ripensare al comportamento tenuto. Il primo anno a Napoli vivevo in albergo, magnifico, mi portavano la colazione in camera. Poi ho piazzato il lettino nell’ufficio. Per non perdere un solo secondo, anche il più piccolo particolare, mi risparmiavo la mezz’ora di auto da Napoli a Castel Volturno – ha detto al Corriere dello Sport -. Dopo il primo anno i miei collaboratori mi dissero perchè restare visto che erano partiti Mertens, Koulibaly, Ghoulam, Ospina, Insigne, Fabian Ruiz. Tanta qualità. Io volevo sentirmi l’allenatore del Napoli e si è allenatori di una squadra soltanto se si fa qualcosa di effettivamente importante. Quando incontri De Laurentiis la prima cosa che ti dice è ‘secondi siamo già arrivati e dobbiamo stare sempre in Champions’. Messaggio chiaro e diretto. Così sono ripartito per ottenere quella cosa là, è successo, sarei potuto restare ancora, il grafico prestazionale l’avevamo portato al livello più alto. Io ho due orecchie e una bocca. So ascoltare e al momento giusto parlare. De Laurentiis ha una grande comunicativa, un linguaggio scorrevole. E poi dipende sempre dal De Laurentiis che ti ritrovi di fronte, ne esistono almeno quattro o cinque. Con l’intelligenza artificiale potrebbero provare a inventarne altri”.



Sei una persona molto sgradevole, tu e solo tu nn hai rispettato NESSUNO.
Non puoi però scaricare tutta la colpa su ADL che pure ne ha…diciamo che la nazionale era più allettante del Napoli!