Nella storia relativamente recente del Napoli, piena di talenti emergenti e storie di quasi successo, fa capolino nella memoria anche la figura di Luciano Galletti, una meteora che ha lasciato un’impronta comunque discreta nonostante la brevità del suo soggiorno azzurro. Galletti, inizialmente un giovane attaccante argentino trasformatosi poi in esterno di centrocampo, arrivò a Napoli in prestito dal Parma, dove un intoppo burocratico aveva letteralmente annullato il suo impiego rendendo vano il suo trasferimento dall’Estudiantes.
La breve ma gustosa storia di Luciano Galletti al Napoli
Nel contesto di una squadra in lotta per la promozione in Serie A, che vantava attaccanti del calibro di Schwoch, Stellone e Bellucci, le opportunità di Galletti sembravano scarse. Tuttavia, nelle sole 11 partite disputate con la maglia azzurra, riuscì a fare parzialmente la differenza. Il suo contributo più significativo fu il gol decisivo segnato all’85° minuto contro il Cosenza, una rete che fu cruciale per il cammino del Napoli verso la Serie A. Un altro momento memorabile fu il suo gol nell’ultima giornata di campionato, in una partita già senza posta in palio contro il Genoa, visto che gli azzurri erano già certi di essere tornati nella massima serie.
Nonostante il desiderio del Napoli di trattenere Galletti per la stagione successiva in Serie A, la grave crisi economica del club e le esigenti richieste economiche dell’Estudiantes, detentore del suo cartellino, impedirono un suo ritorno.
Una carriera di tutto rispetto chiusa in maniera sfortunata
Dopo l’esperienza napoletana, Galletti continuò a costruire una carriera rispettabile, giocando per club come Saragoza, Atletico Madrid e Olympiacos. La sua carriera fu però troncata prematuramente a causa di gravi problemi renali, che lo costrinsero al ritiro e a subire un trapianto di reni. Tentò un breve ritorno nel 2013 con l’OFI Creta ma dopo solo quattro partite decise di ritirarsi definitivamente dal calcio giocato.
Oggi, Luciano Galletti continua a essere legato al mondo del calcio, questa volta come agente, dimostrando che la sua passione per il gioco supera le avversità incontrate durante la sua carriera. La sua storia è un esempio di resilienza e di amore incondizionato per il calcio, elementi che lo rendono una figura memorabile nella storia del Napoli, nonostante il breve periodo trascorso al club.


