De Laurentiis: “Non ho preso Italiano per non fare un danno alla Fiorentina”

Le parole del presidente del Napoli

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Il Presidente del Napoli, Aurelio De Laurentiis, parlerà in conferenza stampa alle 16:30 da Palazzo Petrucci. Argomento dell’incontro con la stampa sono i due consueti ritiri della squadra azzurra a Dimaro e a Castel di Sangro, ma potrebbe esserci qualche novità anche sul futuro allenatore del Napoli. Di seguito le sue dichiarazioni in diretta:

Ringrazio i due presidenti, della regione Abruzzo e della provincia del Trentino. Il nostro è un lavoro in fieri, quindi oggi parleremo del Trentino e dell’Abruzzo, poi faremo una conferenza stampa che seminerà il futuro di quanto stiamo organizzando. Non esistono notizie e quindi non ve le posso dare, mi va di essere preciso e ficcante. Oggi come oggi io non posso darvi nessuna notizia. La notizia è che dovrebbe esserci un nuovo direttore sportivo, che dovrebbe palesarsi al più presto per agire sul mercato in uscita e in entrata. Oltre al ds sono previste molte altre figure. Resettare significa anche presentare un nuovo allenatore, quindi in ritiro ci sarà una grandissima curiosità“.

Mia figlia Valentina farà un sopralluogo in Trentino per l’organizzazione data la presenza di quasi 100 mila persone nella passata stagione. C’è una grande partecipazione per questi ritiri, Bianchini dirà le squadre che andremo ad incontrare, un paio sono già state contrattualizzate e sono squadre importanti. Mi dispiace per i ragazzi del Trentino ma noi purtroppo avremo molti rientri in ritardo, quindi come da abitudine faremo la partita inaugurale contro una squadra locale e poi di Serie B o C. A Castel Di Sangro arriveranno squadre internazionali a cimentarsi con i nuovi innesti e il nuovo allenatore“.

Noi stiamo partendo con una ricostruzione totale. Quindi non possiamo non considerare la temporalità, perchè bisogna investire bene e non avere fretta. Quando si inizia un nuovo ciclo tutto può avvenire, la dea bendata può anche darti una mano, ma se ci si vuole basare sulla professionalità credo che bisogna fare programmazioni serie, perchè siamo gli unici responsabili delle nostre azioni. Sapevo perfettamente che quest’anno non avremmo potuto competere per lo scudetto, ma era normale e io ho accettato di vivere la grande soddisfazione di riportare lo scudetto a Napoli e vivere questa misera annata, che serve per verificare che ciò avesse radici ben profonde e diverse da quelle che gli altri hanno immaginato. Le situazioni vanno vissute dall’interno, poi è facile parlare. Forse ho sbagliato con Garcia? Si sbaglia e ci si assume le responsabilità. Chiudo una pagina e ne apro un’altra. Se non arrivasse l’Europa respireremo e andremo avanti. Se si lavora con passione non si può perdere, noi ci divertiamo a lavorare“.

Stadio? Sono stato un sostenitore di Bagnoli, però mentre il primo cittadino pensa al 2032 io penso ad essere forte nell’immediatezza. Quindi ho pensato, ma chi me lo fa fare di andare in un territorio in cui si parla di 14 o 18 mesi e conseguentemente 5 anni. Ci andiamo a immettere in un bordello totale, per fare cosa? Per sgombrare 50mila persone da uno stadio succedere un putiferio. Io mi sono messo l’anima in pace, oggi ho chiamato i miei architetti dandogli un input: voglio metterci non più di due anni nel momento in cui metterò mano al Maradona, che sarà fatto come voglio io. Punterò sul Maradona. Io con il comune di Napoli ho sempre avuto una fatica gigantesca, dove siamo riusciti a portare Napoli al centro dell’Europa come fattore pubblicitario, poi però mi viene dato lo stadio qualche ora prima, paghiamo come il Paris Saint Germain. Vogliamo essere seri o giocare? Ho sempre detto che ci mettevo i miei soldi, sono stanco. Le parole quando si pronunciano hanno un significato. Adesso sto dicendo che ricostruiremo un Napoli fortissimo, ma ci vuole tempo. Non si può continuare a vivacchiare: per lo stadio io ci sono, come per il nuovo centro su cui a settembre spero di mettere la prima pietra“.

Osimhen e Kvara? Chi vivrà vedrà, se non ci saranno ve ne farete una ragione. Conte? Io ne parlai a novembre, poi non ne ho più parlato. E comunque, quando ho chiamato Sarri veniva dall’Empoli, quando ho preso Spalletti gli hanno portato via la macchina. Stiamo calmi, sembra che ci sia solo un uomo che possa guidare il Napoli“.

Le scelte sono sempre state fatte in base allo scouting, che non è stato modificato nel frattempo, se poi le scelte non si sono verificate le presunte io la mia parte d’investimento l’ho fatta, ho comprato parecchi giocatori, anche Ngonge nel mercato di gennaio, anche se la stagione era compromessa e avrei potuto non fare investimenti. Devi andare avanti per capire le possibilità e gli errori. Poi non ci sono solo i calciatori, perchè nel Napoli hai degli elementi che lavorano nella direzione sportiva, io non ho scelto nessuno a parte Ngonge“.

Tutto quello che è accaduto fino a ieri fa parte del mio bagaglio ma non esiste più, io sto già pensando all’11 luglio, quando arriveremo in ritiro per una nuova avventura. Io non sono mai deluso, nella vita ho sempre vinto ma qualche volta da una cosa non andata bene ho tratto maggiore spinta, bisogna affrontare la realtà delle cose. Si volta pagina. Aver portato a casa uno scudetto societariamente parlando è un fatto di orgoglio. Uno non può dire là ci sono i tifosi e qua ci siamo noi, è un unicum. Quindi anche l’Europa ti insegna che un tifoso è diverso nei vari territori, però io ho un grande rispetto di tutti perchè sono miei clienti. Il cliente va servito e non gli si può andare contro“.

Abbiamo scritto un libro, adesso ne scriveremo un altro, in un contesto di calcio che sta andando alla deriva e in un contesto dove Uefa e Fifa stanno incasinando tutto con un numero di partite che renderanno i campionati nazionali meno interessanti. Troppi galli cantano e non capiscono. Se è industria bisogna farla con società di capitali, che non devono essere comandate da un presidente. Addirittura la Lega è diventata nostra nemica“.

Kvara ha un contratto che scade nel 2027, sono serenissimo. Bisogna dare seguito ai contratti. Quando l’ho preso tutti chiedevano chi era, come con Cavani che fece dimenticare immediatamente Quagliarella. Abbiamo avuto un intuito nel prenderlo? Allora dobbiamo avere un fatto premiante e i contratti vanno rispettati“.

Non bisogna aspettare tutto quel tempo che abbiamo aspettato per mandare via chi vuole andare via, come avessi deciso i primi di aprile con Giuntoli che voleva andare alla Juve, quando ho saputo che era tifoso della Juve è subentrato un fatto di incazzatura. Spalletti me l’ha detto tardi. Io non ho preso Italiano per non fare un danno alla Fiorentina dopo la tragedia di Barone, poi cerchi Thiago Motta e rifiuta. Tudor voleva due anni e io non me la sono sentita, quando firmo un contratto lo voglio rispettare. Con Mazzarri era sempre rimasto un rapporto, quando è venuto ne avete parlato subito bene, poi non è andato bene e amen“.

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