Stanislav Lobotka, uno dei pilastri del centrocampo del Napoli, è stato il grande assente nella sfida di ieri contro l’Empoli al Castellani. La sua mancanza ha subito attirato l’attenzione, dato che Lobotka è ormai considerato il regista titolare e metronomo della squadra da diverse stagioni. Tuttavia, alcuni dati suggeriscono che la squadra partenopea non dipenda completamente dalla sua presenza per ottenere risultati positivi.
Il Napoli ha dimostrato ancora una volta di non essere Lobotka-dipendente
La partita contro l’Empoli rappresenta la prima occasione, dopo parecchi mesi, in cui il Napoli ha affrontato un match senza Lobotka nella formazione iniziale. Curiosamente, l’ultima volta che ciò accadde risale al 7 maggio 2023, quando gli azzurri sconfissero un’altra squadra toscana come la Fiorentina al Maradona con un’altra vittoria di misura (1-0), decisa anch’essa da un rigore, in quel caso trasformato da Victor Osimhen.
Nonostante Lobotka venga giustamente visto come un punto di riferimento tecnico e tattico della squadra, i numeri dimostrano che il Napoli può gestire bene le partite anche senza di lui. Dall’inizio dell’era Spalletti, momento in cui lo slovacco è diventato stabilmente il regista titolare, il Napoli ha disputato 24 partite senza Lobotka nell’undici iniziale. Di queste, il club ha vinto 16 volte, pareggiato 5 e perso solo 3 incontri. È interessante notare che Lobotka ha saltato completamente 16 di queste partite, mentre nelle restanti 8 è entrato a partita in corso.
Questi dati dimostrano come, pur rimanendo un giocatore chiave per l’equilibrio del Napoli, la squadra sia in grado di adattarsi e trovare alternative quando Lobotka non è disponibile. La profondità della rosa, unita alla capacità tattica degli allenatori, permette agli azzurri di mantenere alta la competitività anche senza uno dei loro interpreti più importanti.
La presenza di Lobotka è senza dubbio un valore aggiunto per il Napoli ma i risultati dimostrano che la squadra non è Lobotka-dipendente, come si potrebbe pensare. Questo elemento aggiunge una dimensione ulteriore alla solidità e alla flessibilità della formazione partenopea, pronta a rispondere alle sfide anche quando le sue pedine principali sono assenti.


