Antonio Conte ha dimostrato ancora una volta la sua capacità di prendere decisioni strategiche, anche quando queste riguardano i suoi giocatori più importanti. Durante una partita cruciale, l’allenatore non ha esitato a sostituire un Lukaku in evidente difficoltà, cambiando l’inerzia del match grazie a due mosse azzeccate: l’ingresso di Simeone e Olivera.
Questa scelta, seppur rischiosa, si è rivelata vincente e ha confermato la sua bravura nel leggere le dinamiche di gioco e adattarsi rapidamente alle esigenze della squadra. Conte ha confermato, con questa gestione, di non concedere trattamenti di favore nemmeno ai suoi giocatori di punta, dimostrando come il collettivo e la strategia abbiano sempre la priorità su tutto.
I numeri parlano: il confronto con il Napoli di Spalletti
Pur adottando un calcio diverso sia in termini di idee che di estetica, il rendimento di Conte si sta avvicinando sorprendentemente a quello del Napoli Campione d’Italia allenato da Spalletti. Se si confrontano i numeri di questo inizio di stagione con quelli dell’annata Scudetto degli azzurri, si nota come il percorso sia quasi sovrapponibile:
- Conte 2024/25: 6 vittorie, 1 pareggio, 1 sconfitta, 15 gol fatti, 5 gol subiti, 19 punti.
- Spalletti 2022/23: 6 vittorie, 2 pareggi, 18 gol fatti, 6 gol subiti, 20 punti.
Di fatto, se Conte non avesse perso la prima partita contro il Verona, avrebbe eguagliato o addirittura superato la partenza fulminante di Spalletti, che ha poi portato il Napoli alla conquista del titolo. Un risultato che pone Conte tra i protagonisti di questa stagione, nonostante la sua filosofia calcistica sia differente da quella del suo predecessore, ora alla guida della Nazionale italiana.


