In esclusiva ai nostri microfoni è intervenuto Riccardo Mancini, telecronista di DAZN, che domenica commenterà, con l’ausilio di Andrea Stramaccioni, il Derby del Sole tra il Napoli di Antonio Conte e la Roma di Claudio Ranieri. Ecco le parole dell’esperto collega.
Inutile dire che, in termini di classifica, il Napoli di Conte arriva a questa gara con un morale nettamente diverso rispetto alla Roma di Ranieri: il cambio di guida tecnica per i giallorossi potrà fruttare punti già al Maradona?
“Non è facile dire che il cambio di allenatore possa dare la spinta giusta per ottenere subito punti. Ranieri viene preso per normalizzare la situazione e per occuparsi di questa ‘gatta da pelare’, proprio come definita dal tecnico: Roma è un ambiente spaccato. Cambieranno molte cose a livello, tattico, a livello psicologico e di uomini scelti ma dovranno poi rispondere sul campo i giocatori giallorossi. Napoli rappresenta il primo di tre test veramente notevoli (contro Tottenham e Atalanta, ndr). In questa settimana potrà veramente decidersi la strada che intraprenderà la stagione del club capitolino, servirà una scossa fin da subito“.
Sarà Lukaku contro Dovbyk: chi spunterà il duello del gol? Bisogna attendersi marcatori a sorpresa?
“E’ una sfida imprevedibile, specialmente per la condizione fisica e mentale della Roma; il Napoli mi è sembrato molto continuo: io personalmente ho sentito cose folli dopo la sconfitta contro l’Atalanta, con tante persone che si sono dimenticate del percorso di crescita intrapreso da Antonio Conte, non bisogna dare giudizi affrettati. Non sarà la gara solo di Lukaku e Dovbyk, perché il belga deve migliorare nell’uno contro uno e nelle partite che contano, l’ucraino d’altro canto è un po’ che non trova la via del gol. Queste sono gare che possono decidersi, come visto lo scorso anno, su calci piazzati motivo per il quale mi aspetto sorprese nel tabellino dei marcatori“.
Conte conosce molto bene Ranieri: la brutta batosta incassata contro Gasperini (di qualche anno più grande) avrà messo sull’attenti il tecnico salentino? Che Napoli ti aspetti?
“Mi aspetto un Napoli aggressivo, molto palleggiatore, che partirà forte a discapito di una Roma che comincerà con il baricentro basso, specialmente perché dovrà capire la squadra di Ranieri in quale stato mentale si troverà. Gli azzurri vorranno sicuramente dominare e di riprendersi, in termini di punti, quello che contro Atalanta e Inter è stato lasciato per strada. Non ci sarà modo migliore per provare a farlo davanti alla propria gente“.
Al momento le condizioni di Dybala non migliorano: quanto è importante per la Roma avere la ‘Joya’ a disposizione, anche se non al 100%?
“Dobbiamo metterci in testa che Paulo Dybala è uno dei giocatori più forti del nostro campionato. Come diceva Mourinho esiste una Roma con Dybala e una Roma senza Dybala, che perde tanto in termini di gruppo squadra. Da sottolineare che i Friedkin avevano ipotizzato una squadra senza la Joya, poi la sua decisione di restare nella Capitale ha stravolto i piani di mercato della società giallorossa. Io sono molto del partito Ranieri: se hai giocatori di questo calibro vanno fatti giocare, non bisogna sprecare il loro talento. Bisognerà capire come starà perché servirà la sua condizione migliore in questo momento così delicato e decisivo della stagione“.
In un turno dove Juve e Milan si affrontano, l’Inter sarà di scena al Bentegodi, la Lazio ospiterà il Bologna, l’Atalanta giocherà al Tardini di Parma e la Fiorentina sfiderà il Como in trasferta: la gara contro la Roma può rappresentare, per gli azzurri, un’occasione ghiotta?
“L’occasione per il Napoli è quella di rialzare la testa dopo 1 punto in due partite. Il club partenopeo deve volere tornare a vivere quelle belle sensazioni, in partite come queste, che un tecnico come Conte ha dato all’ambiente nelle prime 11 partite di Serie A. Il campionato è lungo, ma sicuramente vincere significherebbe lanciare un ulteriore messaggio alle rivali, per proseguire poi su quell’onda emotiva esplosa ad inizio anno; il che rappresenterebbe la vera chiave di volta del campionato“.
Sir Claudio Ranieri, autore di molteplici imprese nella sua carriera, riuscirà a risollevare le sorti del club capitolino che, comunque a livello di organico resta una squadra notevole, non sta rendendo come ci si aspettava?
“Ranieri si sente a casa e ogni volta che è tornato sulla panchina della Roma si è sempre percepito il suo romanismo puro, riesce a trasmettere le proprie emozioni sia ai giocatori che ai tifosi e questo è un fattore che, spesso, fa la differenza. C’era bisogno di far quadrare le cose, ma solo il tempo giudicherà l’operato del ‘nuovo’ tecnico. Quello che resta di certo è la naturale ed evidente consapevolezza che la squadra di Dybala e compagni non può assolutamente navigare nella parte destra della classifica, sia per come è stata costruita che per le qualità tecniche e per i valori dei singoli calciatori giallorossi. Le prospettive possono essere buone, ma servirà tutt’altro atteggiamento rispetto a quello ‘piatto’ messo in mostra nella breve era Juric“.
Quale può essere la chiave tattica di lettura del match?
“La forte aggressività, il palleggio ritmato, servirà sicuramente molta intensità per il Napoli che dovrà sfruttare le palle alte con giocatori strutturati come McTominay o Lukaku, con gli inserimenti di Kvara; dall’altra parte mi aspetto una Roma molto compatta e addensata nella propria metà campo pronta a ripartire sfruttando la velocità degli esterni, con Angelino che sarà riproposto sulla fascia anche se non so con quale schieramento di gioco, e poi la qualità di Dybala pronto a fornire supporto a Dovbyk in fase d’attacco“.
E per finire: che emozioni ti suscita tornare a commentare un big match al Maradona? E’ vero che raccontare le partite in quel ‘tempio calcistico’ trasmette sempre emozioni speciali?
“Per me Napoli è una delle trasferte migliori possibili, sono sempre felice di tornarci perché a me piace molto vivere la città qualche ora prima delle partite, amo passeggiare e vedere cosa si respira nell’ambiente: questo è un quid che si può aggiungere alla telecronaca, a volte è necessario lasciarsi trasportare da quello che i tifosi ci trasmettono. Il Maradona è sempre meraviglioso, ricordo ancora una delle mie telecronache dello scorso anno dove il Napoli di Mazzarri fino a due minuti dalla fine perdeva contro il Genoa di Gilardino, segna Ngonge e sento un frastuono disumano da parte dei tifosi presenti allo stadio e questo lo assicuro è molto bello da vivere per un telecronista, completamente avvolto da una passione travolgente“.


