L’arbitraggio di Davide Massa nella sfida tra Napoli e Roma ha lasciato spazio a numerose polemiche, nonostante il curriculum dell’arbitro ligure suggerisse maggiore esperienza e competenza. Con oltre 300 partite dirette tra Serie A, competizioni europee e nazionali, Massa ha deluso le aspettative, mostrando una gestione disciplinare carente e priva di coerenza. Le decisioni sui cartellini e alcune scelte tecniche hanno fatto discutere, soprattutto in episodi chiave del match.
Un curriculum che non basta
Massa vanta 210 partite in Serie A, 55 in Serie B e 38 gare internazionali tra Champions League, Europa League e Conference League, oltre a una trentina di presenze con le nazionali. Tuttavia, nel match del Maradona, le sue decisioni non hanno rispecchiato l’esperienza maturata. L’arbitro è apparso incerto, incapace di mantenere un metro di giudizio uniforme, come evidenziato dal disordine nella gestione disciplinare. L’episodio del contropiede interrotto della Roma, con El Shaarawy in corsia libera, ha rappresentato uno dei momenti più criticati.
Regolare il gol di Lukaku
Tra le decisioni corrette, emerge quella relativa al gol del vantaggio partenopeo. L’1-0 firmato da Romelu Lukaku è stato oggetto di revisione per un presunto fallo sull’estremo difensore della Roma, Svilar. Tuttavia, l’attaccante belga tocca il pallone con il piede sinistro prima di entrare in contatto con il portiere, rendendo il contatto inevitabile ma non falloso.
I falli di Lukaku: doppio rischio giallo
Romelu Lukaku è stato protagonista di due interventi potenzialmente sanzionabili con il cartellino giallo. Il primo episodio, ai danni di Celik, ha visto il belga colpire con una gamba alta e tesa, senza un impatto pieno ma comunque pericoloso. Il secondo fallo si è verificato su Svilar, colpito al petto con un intervento imprudente. Entrambe le situazioni avrebbero richiesto un’ammonizione, ma Massa ha optato solo per un richiamo verbale.
Cartellini distribuiti senza logica
La distribuzione dei cartellini durante la gara è stata uno dei punti più controversi. Mancano ammonizioni evidenti a Celik, per un fallo diretto su Di Lorenzo, e a Cristante, reo di aver sgambettato l’esterno azzurro durante una ripartenza solitaria. Paradossalmente, Cristante è stato ammonito successivamente, ma l’episodio precedente avrebbe richiesto un provvedimento immediato. Questa incoerenza ha alimentato il malcontento generale sulla prestazione arbitrale.
Il ruolo del VAR
In una serata complicata per l’arbitro Massa, il VAR, guidato da Paterna, non ha avuto episodi rilevanti da gestire. Fortunatamente, le azioni più controverse non hanno richiesto l’intervento della tecnologia, confermando un utilizzo corretto ma limitato.


