In esclusiva ai nostri microfoni ha parlato Marco Russo, giornalista e bordocampista di DAZN, che domenica sera si trovava sul terreno del Maradona a raccontarci le sensazioni di Antonio Conte e Claudio Ranieri, durante Napoli–Roma.
Vista dalla tua postazione, tra le due panchine, come ti è sembrata la sfida tra Napoli e Roma, gli azzurri hanno veramente meritato di vincere?
“Si il Napoli ha meritato seppur non credo sia stata un’affermazione netta e decisa dei ragazzi di Conte. La Roma ha creato pochissimo ma ha rischiato di fare veramente male, specialmente con la traversa colpita da Dovbyk. Vero anche che Neres ha avuto un’occasione ghiotta per chiudere la gara. E’ stata una vittoria di solidità tipica di Antonio Conte, un successo secco, perentorio, deciso di questa nuovo Napoli“.
Nel post partita hanno fatto scalpore le mancate sanzioni a Romelu Lukaku, doveva essere espulso dal direttore di gara per i due interventi uno su Pisilli e uno su Svilar?
“Se ne è parlato tanto anche se, personalmente, parlare di mancata doppia ammonizione è complicato, andando oltre al caso Lukaku perché qualsiasi giocatore che sa di essere ammonito non commette certi tipi di interventi, cerca di essere più prudente nei contrasti. E’ una situazione irritante per i tifosi giallorossi, e lo capisco, ma è difficile commentare due ammonizioni non sanzionate. I due interventi del belga, ad ogni modo, erano da punire“.
Al momento del cambio Kvara è apparso visibilmente contrariato: ce l’aveva con Conte o con se stesso?
“Io credo che Kvara fosse più arrabbiato con se stesso che per la sostituzione, era nervoso per determinate situazioni di gioco. Mi è passato alle spalle e indicava il terreno di gioco perché probabilmente ricordava dell’occasione divorata ad inizio partita. Kvara si è subito accomodato in panchina, quindi ha smaltito in fretta la tensione ed è stato bello l’abbraccio dei compagni, su tutti Lukaku e Ngonge, che hanno provato a rincuorarlo un po’“.
Come giudicheresti la prima volta di Ranieri, nuovamente in giallorosso, poteva osare di più? Magari con l’ingresso anticipato di Dybala…
“Non credo che la Roma potesse fare di più, è una squadra sfiduciata, e non è riuscita anche per merito del Napoli ad imporsi durante tutto l’arco del match. Ranieri poteva inserire le uniche risorse offensive che aveva in panchina, penso a Soulé che è stato pagato tanto in estate e ha fatto una grande stagione con il Frosinone, in termini realizzativi. Il tecnico è stato molto franco sulle condizioni di Dybala ma io e i miei colleghi siamo dell’idea che se un giocatore può giocare per tre minuti può farne anche di più, e averlo in campo per più tempo può sicuramente essere un valore aggiunto“.
Dai nostri teleschermi, nei minuti finali, si potevano notare diversi giocatori azzurri tutti in piedi nei pressi della panchina: ci racconti l’atteggiamento da leader di Lukaku?
“Confermo, Lukaku è parte integrante del gruppo. Ma in realtà tutta la panchina del Napoli dà una sensazione di compattezza e coesione, tutti hanno supportato la squadra da bordocampo e hanno sofferto tutti insieme durante il forcing finale della Roma: questa è un’immagine tipica delle squadre di Conte, che cementifica sempre l’unione di squadra. E’ un’immagine forte che denota il protagonismo e l’importanza di tutti gli interpreti della rosa“.
Perdere fa sempre male, ma tra le fila romaniste si è rivista una determinata compattezza e meno distanza tra i reparti, dove può arrivare la Roma con Ranieri?
“La Roma deve trovare un equilibrio interno al momento per ottenere i risultati in campo. Parliamo di una squadra forte, ben costruita e con diversi elementi di grande qualità: il problema è la condizione mentale perché tatticamente questo è un gruppo valido e che può permettersi di giocare sempre in modo camaleontico. Ranieri per l’uomo che è, è l’unico che può risollevare le sorti dei giallorossi, con la sua esperienza. Resta chiaro ed evidente che, al momento, gli obiettivi devono essere minimi per provare a rientrare in piazzamenti europei importanti“.


