Torniamo finalmente a parlare degli acquisti del Napoli con il primo movimento in entrata del mercato invernale, ovvero l’approdo di Simone Scuffet dal Cagliari.
Conosciamo ormai tutti la storia di questo ragazzo, passato dall’essere un enfant prodige all’avere una carriera tutto sommato normale, neanche così mediocre come qualcuno cerca di farla passare. L’esordio da giovane con l’Udinese, i paragoni con i più grandi, il “rifiuto” all’Atletico Madrid, la parabola discendente e poi il ritorno all’interno di un calcio di livello. Ci si aspettava qualcosa di incredibile da Simone Scuffet: è arrivato qualcosa nella media. Ma essere nella media in uno sport competitivo come il calcio è, di per sé, già un traguardo.
Portiere reattivo e sicuro tra i pali (ma purtroppo molto meno incisivo nelle uscite alte, per sua stessa ammissione), Scuffet viene a Napoli per fare il secondo, senza particolari ambizioni e per pochi mesi. La speranza è che a Meret – che ritrova dopo anni come compagno di squadra, con uno status del tutto differente – non venga mai un raffreddore ma, qualora pure avvenisse, se potevamo stare sereni con Caprile potremo esserlo anche con l’ex Cluj, Como e Spezia.
L’augurio, per lui e per il Napoli, è quello di una prima stagione “alla Gollini”. Chi vuole capire, capisca.


