In una settimana in cui il campo rischiava di diventare solo una distrazione, rispetto a una vicenda che sta lasciando un po’ di amaro in bocca, Conte e i ragazzi mantengono – per fortuna – l’attenzione e la tensione altissime, vendicando la sconfitta dell’andata contro l’Hellas e mantenendosi, almeno per un’altra giornata di campionato, ancora in vetta.
Bisogna constatare felicemente che il gioco del Napoli aumenta in efficacia e bellezza man mano che avanza anche il tempo. Con una condizione fisica che diventa sempre più ottimale e delle idee che stanno iniziando a essere assimilate, la squadra sta cercando di girare come un ingranaggio nuovo inserito in una macchina che andava oliata ma, al tempo stesso, in grado di dare ancora prestazioni. In particolare nei primi 20 minuti abbiamo assistito a una prova particolarmente convincente, anche se purtroppo il cinismo manifestato a Firenza ha lasciato spazio a una mira davvero rivedibile, la quale ha impedito ai ragazzi di chiudere la partita in maniera più celere.
La tattica di Zanetti di venire a prendere altissimo il Napoli non ha praticamente mai funzionato ma, va detto, con alcune giocate verticali l’Hellas ha infilato a volte la fase difensiva azzurra, con movimenti discreti senza palla da parte delle punte. D’altro canto, il Napoli ha verificato l’esagerata compressione nella zona centrale e, saggiamente, ha deciso di espandersi più sulle fasce, con entrambe le catene che hanno funzionato a dovere (in particolare la sinistra, con uno Spinazzola rigenerato e un Neres sempre funambolico). Al di là di ciò, alla fine comunque Lukaku è stato più che decisivo come pivot, sintomo di una crescita personale che non deve passare per forza attraverso i gol e basta.
Sembra essere sparito invece, per fortuna, quel cattivo approccio che ha un po’ caratterizzato i secondi tempi di alcune gare. Al suo posto un’abnegazione diversa e (ribadisco) una manovra sempre più sciolta e divertente. Non stiamo vedendo il Napoli spettacolare delle gestioni Sarri e Spalletti ma certamente questo è un gioco molto avvolgente, che sta da diventando anche più preciso e con un evidente aumento della qualità. La squadra sta imparando a gestire alcuni momenti delle partite che prima rappresentavano dei problemi, tramutandoli in opportunità. Il tutto con una serie di assenze che, in altre annate (o per altre squadre) sarebbero state oltremodo determinanti, in negativo. Serve sicuramente più freddezza sotto porta ma, prima o poi, arriveremo anche a questo (si spera).
Da oggi iniziano 2 settimane molto cariche, che saranno probabilmente decisive per capire quante reali chance di Scudetto abbia il Napoli. I recuperi post Supercoppa e le gare contro Atalanta e Juventus daranno una grossa fetta di risposte a una squadra che quasi certamente resterà orfana del suo più grande talento ma che, al tempo stesso, si sta rivelando sempre più applicata alla causa e sempre più unita a livello di gruppo. Non sappiamo se questa coesione basterà per rivivere le splendide emozioni di un paio di anni fa, però sappiamo certamente che questi calciatori ci stanno provando sul serio.


