Il ritorno in campo di David Neres ha cambiato il volto del Napoli. L’esterno brasiliano, recuperato fisicamente dopo lo stop muscolare, ha contribuito in modo determinante a ridare slancio alla squadra proprio nel momento più delicato del campionato. Contro il Milan ha mostrato lampi del suo talento, spaccando la partita e costringendo gli avversari a rivedere il proprio assetto difensivo. Non era previsto dal primo minuto, ma l’assenza dell’ultimo momento di McTominay ha costretto Antonio Conte a riproporre il 4-3-3, sistema in cui Neres si esprime al meglio.
Come sottolinea il Corriere dello Sport, con il suo rientro, il Napoli ha ritrovato certezze tattiche e dinamiche offensive familiari. Neres ha occupato con efficacia la fascia sinistra, quella che è diventata la sua casa dopo aver a lungo agito sul lato opposto. Dribbling, accelerazioni e giocate imprevedibili sono tornate a illuminare il gioco partenopeo, restituendo al pubblico del Maradona un protagonista atteso. Il suo impatto sulla trequarti è stato subito evidente, sia nella capacità di saltare l’uomo che nel cercare combinazioni rapide con Lukaku per finalizzare le azioni.
Ora inizia la fase decisiva della stagione. Dalla sfida col Bologna in avanti, saranno otto partite dove spesso il Napoli si troverà ad affrontare difese chiuse e avversari arroccati. In questi contesti, l’estro di Neres potrebbe rivelarsi la chiave per scardinare le retroguardie più organizzate. Giocatori in grado di creare superiorità numerica e imprevedibilità sono fondamentali, e il brasiliano rappresenta un’arma tattica di prim’ordine per Antonio Conte.
Dopo un’assenza forzata contro Lazio, Como, Inter e Fiorentina, Neres è pronto a riprendersi la scena. Il suo ultimo assist risale a gennaio, nella trasferta di Bergamo, mentre l’ultimo gol è stato segnato il 4 gennaio a Firenze. In Serie A ha finora collezionato solo due reti, cui si aggiunge un centro in Coppa Italia. Numeri modesti per un esterno offensivo, ma non rappresentativi del suo potenziale offensivo. Nelle stagioni precedenti ha dimostrato di poter incidere anche in zona gol, come dimostrano le 17 reti con il Benfica e le 14 siglate nell’annata migliore all’Ajax.


