The day after Bologna-Napoli 1-1: il solito copione, il medesimo rimpianto

The day after Bologna-Napoli 1-1: il solito copione, il medesimo rimpianto. La squadra commette sempre gli stessi errori

Il medesimo copione, ripetuto per l’ennesima volta. Il campionato ha dato tantissime occasioni al Napoli ma la verità, che forse dovremmo accettare, è che probabilmente non ci meritiamo lo Scudetto.

Alta intensità, concentrazione, voglia di farcela nonostante le assenze dell’ultimo secondo. Il primo tempo incoraggiante del Napoli è un concentrato di tutto ciò, dall’incredibile gol di Anguissa alle sponde di Lukaku, gli inserimenti di McTominay e le tante azioni create. Il filtro a centrocampo ha cercato di inibire subito le fonti di gioco, la ricerca costante della verticale ha provato (riuscendoci, spesso) a prendere alle spalle i difensori avversari. Purtroppo però, come sempre, si è raccolto meno di quanto seminato, in maniera pericolosa. La prestazione, è stata di alto livello, tenendo conto anche dell’avversario. Poi, il solito buio.

Come comprensibile, nel secondo tempo il Bologna ha scelto di alzare ancora di più il suo baricentro per provare a trovare il pareggio. In mezzo alla tempesta, il Napoli ha cercato di restare ancorato a riva ma, al di là del risultato, dà fastidio notare come sistematicamente la squadra smetta di giocare nella seconda parte di partita (o per una larghissima fetta di essa), perché poi ne si pagano le conseguenze. Il gol preso somiglia pericolosamente e clamorosamente a quello preso contro il Milan di settimana precedente, sintomo di una squadra che sta facendo fatica a immagazzinare i suoi errori. La prestazione è diventata indecente, il completo opposto rispetto al primo tempo. Troppa differenza, troppo netta, sia nei contenuti tecnici che nella grinta.

A questo punto c’è un problema evidente, che andrebbe affrontato serenamente ma anche in maniera seria. La squadra è troppo fragile, quando colpita non riesce più a rialzarsi. Si doveva fare la partita della vita, si è giocata mezza gara. Non va bene. Allo stato attuale delle cose, al di là della sfortuna di una squadra che continua a essere martoriata dai danni fisici, il Napoli non ha la credibilità per vincere il numero 4. Nessuno dice che non vada bene ciò che è stato fatto ma, evidentemente, non è possibile concedersi dei sogni.

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11 mesi fa

Con un allenatore che continua a parlare di miracolo non si va da nessuna parte, è il primo a non credere a uno scudetto non programmato ma sicuramente alla portata. Vuole dimostrare al presidente che la colpa non è sua ma del mercato, per questo pur di perdere o pareggiare tarda le sostituzioni o le sbaglia dando la colpa alla “coperta corta” peccato perdere così il 4

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