Niente trappola stavolta per il Napoli. Anzi, la pressione positiva citata dal mister è stata abbracciata con volontà dalla squadra, che porta a casa una vittoria ottima per il morale e incoraggiante per alimentare speranze.
I toscani dimostrano subito di essere venuti a Napoli con personalità, giocando alto e uomo su uomo. Un obiettivo chiaro: impedire al Napoli l’uscita dal basso. La squadra di Conte accetta la sfida e, nella stragrande maggioranza dei casi, pur senza una manovra fluida, riesce sempre a scavalcare la diga avversaria. Certo, soprattutto nel primo tempo c’è stata un’ESAGERATA propensione al lancio lungo per Lukaku (che, infatti, non sempre riesce a gestire la sfera). Qualcosa a cui, onestamente, non siamo abituati da molto tempo, in maniera così ostentata.
Tatticamente la prima porzione di partita è stata spesso equilibrata, merito anche di un Empoli molto gagliardo, ben messo in campo, oggettivamente con poco da perdere. Demeriti forse per un Napoli che è sceso in campo decisamente poco lucido ma che, in ogni caso, ha saputo comunque confezionare un vantaggio frutto certamente di cinismo (prima della botta di McTominay non c’erano stati tiri in porta degli azzurri) ma anche di una costruzione ottima dell’azione offensiva. La squadra è parsa piuttosto obnubilata in alcune occasioni ma, almeno, sembra aver ritrovato una certa propensione alla grinta.
Nel secondo tempo lo strapotere di un Lukaku che ha ricordato l’attaccante dei giorni migliori ha letteralmente stappato la partita. L’Empoli aveva speso energie molto evidenti per stare dietro al palleggio degli azzurri e, progressivamente, è venuto meno, concedendo campo o comunque mostrandosi meno aggressivo di prima. Il Napoli ne ha beneficiato con un controllo maggiore e più coeso, invertendo dunque il trend dei recenti secondi tempi e, soprattutto, prendendosi pochissimi rischi, in una partita che di rischioso poteva avere soltanto l’approccio, contro un avversario certamente coraggioso ma tecnicamente inferiore.
Persiste comunque l’impressione di una squadra mai del tutto continua nella partita, che deve comunque concedere mezzo tempo (o uno intero) per giocare al massimo delle sue possibilità. Oggi forse si poteva fare, in altre occasioni meno.
Restiamo dov’eravamo, alla stessa distanza. Settimana prossima sicuramente gli incroci saranno sbilanciati. Le partite, però, bisogna vincerle: se il Napoli continuerà a farlo, da qui fino a fine stagione, indipendentemente da tutto non avrà rimpianti.


