Paolo Bargiggia non fa sconti ad Antonio Conte. Intervenuto nel podcast Doppio Passo, il giornalista ha rivolto una dura critica all’attuale tecnico del Napoli, definendolo “fuori dal tempo” per motivi economici e tecnico-tattici. Secondo Bargiggia, Conte rappresenta un modello non più sostenibile per i club italiani, sia dal punto di vista finanziario che per il suo approccio calcistico considerato superato.
“Un club italiano oggi non può permettersi Conte“, ha dichiarato. “Il Napoli ha potuto farlo solo perché aveva un bilancio in attivo e le casse piene, ma anche in quel caso si è trattato di una scelta forzata. Non hanno venduto subito nessuno, ma poi sono stati costretti a cedere Kvaratskhelia, e lo hanno fatto male”.
Bargiggia sottolinea come l’impatto finanziario del tecnico pugliese sia gestibile solo per periodi brevi: “Puoi permettertelo sei mesi, un anno al massimo. A gennaio non è stato fatto alcun investimento, segno che il club ha dovuto fare i conti con le sue richieste esose”.
L’analisi prosegue con una valutazione sul percorso di Conte nelle ultime esperienze: “Ha lasciato per strada le ultime quattro squadre dove ha allenato. È un grande lavoratore, prepara bene le squadre, ma ha un carattere difficile da gestire, che un tempo poteva fare la differenza, ma ora è fuori contesto. Come Mourinho: oggi non puoi più permetterteli”.
Il bilancio europeo di Conte è un altro punto debole evidenziato dal giornalista: “Ha vinto in Italia, ma in Europa non ha mai fatto bene. E oggi per i club è fondamentale andare avanti nelle coppe, anche per questioni economiche. Non posso pagare uno 100, per avere al massimo 20 di ritorno”.
Bargiggia critica anche lo stile di gioco del tecnico, giudicandolo “poco evoluto” e poco adatto al calcio moderno. Per il Napoli, afferma, “si è costruita una squadra per vincere subito: età media alta, investimenti limitati e cessioni per soli 11 milioni, di cui 7 derivanti da Ostigard”.
Infine, arriva la stoccata al racconto che Conte ha fatto della scorsa stagione: “Adesso c’è il giochetto di dire che erano decimi. Sì, ma con tre allenatori non all’altezza e con il caos generato da De Laurentiis. Quella squadra, quando è stata guidata da un tecnico bravo, ha vinto il campionato”.


