Dall’alto della Torre Francesco del Centro Direzionale di Napoli, Faouzi Ghoulam guarda la città che è stata la sua per otto anni. Lo sguardo verso il Golfo, i ricordi che si affollano, la voce che si spezza tra orgoglio e nostalgia. «Mi sento napoletano», ripete con forza. L’ex terzino sinistro del Napoli è tornato nel capoluogo campano come ospite della redazione de Il Mattino, e si è raccontato in un’intervista a cuore aperto, tra passato, presente e futuro.
«Difendo Napoli anche fuori dal campo»
Ghoulam, oggi 34enne, ha parlato del suo legame viscerale con Napoli: un rapporto che è andato ben oltre il campo. «Quando sono arrivato ho percepito subito la rivalità Nord-Sud. Difendere questa terra è stato naturale, mi sentivo parte di essa». Un sentimento che ha cementato il suo rapporto con i tifosi, che ancora oggi lo ricordano con affetto per l’attaccamento alla maglia e per aver rappresentato la mentalità del Sud, dentro e fuori dal campo.
«Abbiamo giocato per un popolo»
Parlando degli anni in azzurro, Ghoulam ha sottolineato come la sua generazione di calciatori abbia dato tutto per riportare il Napoli ai vertici: «Ogni partita era una battaglia per Napoli, non per noi stessi. Ci ispiravamo a Maradona, e sebbene non siamo riusciti a fare ciò che ha fatto lui, abbiamo lasciato il segno». Il ricordo del 2018 è ancora vivido: l’anno dei 91 punti, del sogno scudetto sfumato. «Il rammarico fu per i tifosi. Volevamo vincere per loro, non per ambizione personale».
Lo scudetto del 2023: «Anch’io ho vinto»
Quando il Napoli ha conquistato lo scudetto nel 2023, Ghoulam ha festeggiato da lontano, in Francia. «Quel tricolore l’ho vissuto come mio. Avevo paura che sfuggisse di nuovo, ma quando è arrivato ho provato un senso di appagamento profondo. Era come se lo aspettassi da 33 anni». E con orgoglio aggiunge: «Ho ricevuto offerte da altri club italiani ma ho sempre rifiutato. Non avrei mai potuto indossare una maglia diversa da quella azzurra. Sarebbe stato irrispettoso verso Napoli».
La corsa scudetto attuale: «Sorpreso dal Napoli, ma che crescita»
Ora Ghoulam guarda al presente e si dice colpito dalla reazione del Napoli dopo un anno complicato: «Non mi aspettavo un’accelerazione simile. Pensavo servissero un paio d’anni per ripartire. Invece con Conte hanno subito alzato il livello». E aggiunge: «Anche se non dovessero vincere, non si deve parlare di fallimento: le basi per un ciclo vincente sono già state gettate».
Gattuso, Sarri e il futuro
Nel suo racconto, spazio anche per chi lo ha guidato in quegli anni: «Gattuso è stato come un fratello. Uomo del Sud, autentico, pretende tanto ma restituisce di più». Di Sarri, invece, ricorda la meticolosità: «Con lui ho lavorato come mai prima. Video, tattiche, schemi. Mi ha lasciato un bagaglio tecnico enorme». E sul futuro? Ghoulam si vede tra campo e tv: «Mi piace parlare di calcio. Studio da allenatore e direttore sportivo. E chissà, magari un giorno mi ritroverò a lavorare con mio fratello Koulibaly».
Un legame che non si spezza
Prima di lasciare la redazione, l’ex azzurro si informa sulla tragedia della funivia del Faito, mostrando sensibilità e partecipazione: un altro segnale del suo legame profondo e sincero con Napoli e la sua gente. «Quando il Napoli vince, vinco anch’io. E quando perde, soffro con loro». Parole che confermano ciò che ha ripetuto più volte: Ghoulam è napoletano per sempre.


