Napoli, la difesa da record di Conte per puntare allo scudetto

Con appena 25 reti subite in 33 partite, la retroguardia azzurra è la più solida nei top campionati europei. La formula vincente di Antonio Conte per sognare in grande

Difendere, per dominare. In una stagione in cui la Serie A si è rimescolata e le gerarchie sembravano sbiadite, il Napoli di Antonio Conte ha ritrovato ordine e ambizione ripartendo dalla propria area di rigore. I numeri sono eloquenti: solo 25 gol incassati in 33 gare di campionato, un dato che nessun’altra squadra nei top 5 campionati europei – da Premier League e Bundesliga fino a Liga e Ligue 1 – può vantare. Non solo. È la fotografia fedele dell’identità contiana, costruita mattone dopo mattone su una base fatta di attenzione difensiva, sacrificio e disciplina tattica.

Il bunker partenopeo: un cambio di rotta strategico
La svolta? Gennaio, quando l’emergenza in attacco (l’infortunio di Neres, la mancanza di un’alternativa a Kvaratskhelia) ha spinto il tecnico pugliese a rivedere i propri piani. Come sottolinea La Gazzetta dello Sport, da lì in poi, è stata costruita una vera e propria fortezza difensiva, capace di sopperire anche a momenti di sterilità offensiva. Con Meret protagonista, la difesa a tre o a quattro ha cambiato pelle più volte, adattandosi agli avversari, ma mantenendo costante l’efficacia nella protezione della porta.

Conte e la regola dell’equilibrio
Chi conosce Antonio Conte sa che le grandi stagioni iniziano sempre dalla difesa. Lo dimostrano le sue esperienze precedenti: 20 gol subiti alla Juventus nel 2011/12, 24 e 23 nei due anni successivi. All’Inter, nel 2020/21, furono 35 reti con uno scudetto cucito sul petto. Oggi, con 25 gol incassati, il Napoli è persino sotto il dato del Napoli di Spalletti campione d’Italia, che si fermò a 28. Una prova che il “metodo Conte” funziona: solidità, compattezza e nessuna sbavatura, anche a costo di sacrificare qualcosa in avanti.

In Europa nessuno come gli azzurri
Se si guarda oltre confine, il Napoli è il club meno battuto nei principali campionati europei. Né il PSG di Luis Enrique né il Bayern Monaco di Tuchel, entrambi lanciati verso i rispettivi titoli, riescono a tenere il passo difensivo dei partenopei. E questo dato, sebbene possa sembrare arido, è invece la base di un sogno scudetto che appare più concreto che mai, nonostante i silenzi e le scaramanzie napoletane.

Una corsa da completare, partendo dalle certezze
Con 15 punti ancora a disposizione, il Napoli non può permettersi distrazioni. Ogni dettaglio sarà cruciale, ma è altrettanto chiaro che la solidità difensiva è il vero motore della rincorsa azzurra. E proprio sulla protezione del risultato, sull’arte del “non prenderle”, Conte ha costruito il proprio castello.

Il metodo funziona: anche senza stelle, il gruppo fa la differenza
La stagione partenopea, segnata da alti e bassi offensivi e da una rosa decimata nei momenti chiave, ha mostrato un volto diverso rispetto al passato. Non più il Napoli travolgente e spettacolare dell’era Spalletti, ma una squadra compatta, cinica e concreta, capace di risalire dal decimo posto fino alla vetta, facendo leva su un’idea precisa. Conte ha lasciato da parte l’estetica per concentrarsi sull’efficacia, trasformando le crepe difensive in punti di forza.

 

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