Il 29 aprile 1990 è una data che resterà indelebile nel cuore dei tifosi del Napoli e nell’intera città partenopea. Esattamente 35 anni fa, con un gol di Marco Baroni, il Napoli conquistava il suo secondo scudetto della storia, battendo la Lazio 1-0 in un San Paolo gremito di tifosi. Fu una giornata indimenticabile, con il pubblico che esplose di gioia per il trionfo che arrivò dopo una stagione caratterizzata da un avvincente duello con il Milan di Sacchi, che dominava in Europa con la sua formazione stellare composta dai tre olandesi: Van Basten, Gullit e Rijkaard.
Il match, che sarebbe diventato storico, si sbloccò al 7° minuto grazie a una pennellata di Maradona, che lanciò Baroni nello spazio. Il centrocampista, con un preciso stacco di testa, trafiggeva il portiere della Lazio Valerio Fiori, mettendo così la firma su una rete che consacrò il Napoli come campione d’Italia per la seconda volta. Anche se Maradona non segnò quel giorno, la sua visione di gioco e il suo contributo furono decisivi per la vittoria. La città, come il San Paolo, esplose di felicità, mentre in campo il capitano azzurro confermava ancora una volta di essere il trascinatore assoluto di una squadra costruita per vincere.
Quella vittoria rappresentò la chiusura di un decennio irripetibile per il Napoli, che aveva già vinto il suo primo scudetto tre anni prima, nel 1987, e si trovava a pochi mesi dalla conquista della Coppa UEFA. Il campionato 1989-1990, sotto la guida dell’allenatore Alberto Bigon, si contraddistinse per il grande equilibrio in testa alla classifica, con il Napoli che mantenne a lungo la leadership, nonostante un periodo di difficoltà nel girone di ritorno.
Maradona, pur avendo iniziato la stagione in ritardo a causa degli impegni con la Copa America, chiuse quell’annata con 16 gol, a solo un passo da leggende come Roberto Baggio e Marco Van Basten. La sua presenza in campo, la sua capacità di dirigere la squadra e la sua genialità restarono l’elemento distintivo di un Napoli che, sotto la presidenza di Ferlaino, riuscì a spezzare l’egemonia del nord e a confermarsi come una delle formazioni più forti e ammirate d’Europa.
Quel pomeriggio di fine aprile, con il cielo di Napoli colorato dai fumogeni e il San Paolo come teatro di un’epica celebrazione, il secondo scudetto fu finalmente realtà, dando il via a festeggiamenti che durarono per tutta la notte. Per i tifosi napoletani, quella vittoria rimane ancora oggi un ricordo vivido e un simbolo di un’era che non sarà mai dimenticata.


