Domenica 4 maggio, Antonio Conte tornerà a Lecce da allenatore del Napoli, in uno degli appuntamenti più carichi di significato personale della sua carriera. Al Via del Mare, dove tutto è cominciato, affronterà la squadra della sua città, quella in cui ha esordito in Serie A nel 1986, e con la quale segnò la sua prima rete – ironia della sorte – contro il Napoli di Maradona, il 5 novembre 1989. Quella stessa città che, tra abbracci e incomprensioni, non ha mai smesso di essere parte di lui.
Dall’esordio in A alla sfida con Maradona
Come ricorda il Corriere dello Sport, a soli 16 anni e 8 mesi, Antonio Conte faceva il suo debutto in Serie A con la maglia del Lecce. Il tecnico salentino, cresciuto calcisticamente sotto la guida del padre Cosimino e passato in giallorosso a 13 anni in cambio di 200.000 lire e otto palloni, scrisse il suo nome nella storia locale nel giorno in cui affrontò Diego Armando Maradona: il gol segnato a Napoli, unico in 99 presenze con il Lecce, rappresenta ancora oggi uno dei simboli della sua prima carriera da calciatore.
Il ritorno amaro e la frattura con la tifoseria
La storia d’amore con la sua città non è però mai stata semplice. Il 31 agosto 1997, Conte – allora giocatore della Juventus – segnò un gol al Lecce e, travolto dall’adrenalina, esultò di fronte al settore ospiti del Delle Alpi. Un gesto frainteso che innescò anni di incomprensioni e contestazioni, culminati nel 2008, quando fu aggredito da tre ultrasmentre partecipava a un memorial a Spiaggiabella. Quella ferita, pur mai completamente rimarginata, non gli ha mai fatto rinnegare le sue radici: «Sono nato qui e resto leccese», dichiarò con fierezza dopo l’episodio.
Lecce-Napoli: sfida salvezza e scudetto
Sabato si gioca una partita che ha tutto: il Napoli capolista in cerca dello scudetto, il Lecce in lotta per la salvezza. Due mondi che si incrociano in 90 minuti ad altissima tensione emotiva, tra il desiderio di chiudere il campionato in trionfo e la paura di chi cerca di restare a galla. Conte non potrà ignorare il peso simbolico del momento: tornare da primo della classe nel luogo dove tutto ebbe inizio, con l’obiettivo di vincere, ma senza dimenticare.
Una sfida in famiglia
Al suo fianco, in panchina, ci sarà come sempre Gianluca Conte, fratello e collaboratore tecnico, parte della triade familiare cresciuta a calci nei vicoli di Lecce. Insieme hanno condiviso la strada del calcio, dal cortile di casa fino alle panchine di Serie A, portando con sé la lezione di mamma Ada e papà Cosimino, simboli silenziosi di una famiglia che non ha mai dimenticato le proprie radici.
Un destino che balla tra passato e presente
Il bilancio dei precedenti con il Lecce racconta una sfida equilibrata: otto confronti, quattro vittorie per Conte, due pareggi e due sconfitte tra Serie B, Serie A e Coppa Italia. All’andata fu Di Lorenzo a decidere il match per l’1-0 finale. Ma questa volta l’atmosfera sarà diversa: non è solo una partita di campionato, è un capitolo personale e professionaleche si riapre. Con la tensione di chi lotta per lo scudetto e per la sopravvivenza, ma anche con l’emozione di chi torna dove tutto è cominciato.


