Tutti i numeri di Raspadori: l’asso vincente del Napoli che, per qualcuno, era un mezzo giocatore

Tutti i numeri di Raspadori: l'asso vincente del Napoli che, per qualcuno, era un mezzo giocatore

raspadori

A un certo punto della stagione sembrava quasi fuori dal progetto tecnico, con un piede e mezzo lontano da Napoli. Un asset non sfruttato a dovere, con un senso di amarezza alle spalle. Ma ogni volta che ha messo piede in campo dall’inizio (e non solo) è stato decisivo. Sabato ancora di più, con una punizione che può rappresentare uno dei gol più importanti della stagione del Napoli. Giacomo Raspadori è l’asso del Napoli, una carta vincente. E le sue prestazioni meritano un approfondimento.

L’attaccante azzurro finora ha segnato 17 gol con la maglia del Napoli, in 3 stagioni non ancora intere. Ebbene, 12 di queste sono arrivate da situazioni di parità o svantaggio: un dato che rende ancora più giustizia all’importanza di questo ragazzo nello scacchiere dei partenopei.

L’ex Sassuolo ha segnato inoltre il primo gol su punizione diretta della stagione del Napoli: l’ultima rete su calcio di punizione di prima risaliva a un anno fa, quando nel 2-2 dello scorso maggio a Firenze fu Kvaratskhelia a segnare una rete straordinaria proprio su un piazzato.

Raspadori comunque non è estraneo alle punizioni vincenti: già nello scorso campionato aveva segnato il gol del 2-2 contro il Milan sempre su un calcio di punizione tirato sul palo del portiere (anche se da posizione più centrale). E proprio lui è l’unico calciatore del Napoli ad aver segnato più di un gol tramite questo fondamentale nelle ultime 2 stagioni. Inoltre, è uno dei soli 3 giocatori di Serie A (gli altri sono Milik e Soulé) ad aver segnato 2 gol su punizione diretta calciandone meno di 10.

Tornando a un “paragone” con Kvaratskhelia, invece, con un minutaggio inferiore (1091 minuti contro i 1291 accumulati dal georgiano prima della cessione) Raspadori vanta sostanzialmente lo stesso rendimento stagionale, ovvero 5 gol e 2 assist (contro i 3 dell’attuale ala del PSG).

E pensare che per molti era un mezzo giocatore. Ma c’è poco da fare: di pallone bisogna capirne.

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