Giovanni Di Lorenzo, capitano del Napoli e uomo simbolo della Nazionale, avrebbe giocato gli ultimi due mesi in condizioni fisiche precarie, ricorrendo a infiltrazioni per poter scendere in campo. A rivelarlo è stato il suo agente, Mario Giuffredi, durante un’intervista concessa oggi ai microfoni di CRC, emittente radiofonica partner della SSC Napoli.
Di Lorenzo tra sacrificio e professionalità
Giuffredi ha messo in luce il grande spirito di sacrificio del difensore napoletano: “Gioca da due mesi con le infiltrazioni”, ha spiegato, sottolineando l’impegno e la dedizione con cui il calciatore ha continuato a scendere in campo nonostante i problemi fisici.
Critiche alla gestione della Nazionale
L’intervento di Giuffredi ha poi virato sullo stato del calcio italiano, con un’analisi dura e senza mezzi termini. Il bersaglio è stato soprattutto il sistema organizzativo attorno alla Nazionale: “Il problema dell’Italia non è solo l’allenatore, è generale. Tutto è stato gestito male: tempi, modi, scelte”. Ha espresso rammarico per l’addio di Luciano Spalletti, sostenendo che non sarebbe stato lui a dover pagare le conseguenze della crisi. “Avrei richiamato Roberto Mancini, un allenatore che ha vinto e ha carisma”.
Il caso Politano e l’impegno dei giovani
Giuffredi ha anche affrontato il tema legato a Matteo Politano, un altro dei suoi assistiti. L’esterno del Napoli non è stato convocato da Spalletti a causa di problemi fisici, come ha spiegato l’agente: “Non stava bene, se lo fosse stato, sarebbe stato convocato”. Ma il discorso si è allargato a una critica più ampia: “Oggi tanti giovani calciatori non percepiscono più il valore della maglia azzurra. Una volta si giocava a calcio per arrivare in Nazionale, oggi si diserta per le vacanze o piccoli infortuni”.


