Specialmente nel mondo del calcio – ma, più in generale, nel mondo dello sport – puoi diventare un eroe praticamente partendo da zero. Bastano una partita, un assist, una parata, un gol per uscire dall’anonimato e prendersi la gloria. Giacomo Raspadori è riuscito, per la seconda volta in 3 anni, a fare esattamente questo. Quando nessuno pensava di vederlo, lui è arrivato e ha cambiato la storia del campionato, come già fatto in precedenza, togliendo tante castagne dal fuoco e sorprendendo per la sua capacità di incidere.
Nel momento in cui Conte ha adattato il modulo a 2 punte a causa delle assenze, Raspadori – seppur con un minutaggio davvero poco incline alla continuità – è riuscito a segnare gol decisivi, a servire assist utili e vincenti, a rendersi (di nuovo) protagonista. L’uomo dai gol pesanti (contro Venezia e Lecce sicuramente i più decisivi), il ragazzo perbene che aspetta il momento giusto per colpire, che non si lamenta mai, che sorride alla vita e si prende le opportunità che il destino gli concede, sfruttandole e massimizzandole al meglio.
Raspadori è un protagonista assoluto del Napoli moderno e ci auguriamo che, finalmente, anche certi tifosi lo abbiano compreso e possano dargli l’amore e il rispetto che merita. Non parliamo di un fenomeno generazionale ma di un calciatore forte, anche talentuoso, che sa spesso trovarsi al posto giusto, nel momento giusto.


