Il futuro di Victor Osimhen si decide in queste ore, con il Galatasaray in pressing per chiudere uno degli affari più rilevanti dell’estate. Il club turco è determinato a portare il nigeriano a Istanbul, ma si trova a fare i conti con le richieste precise e non negoziabili di Aurelio De Laurentiis: 75 milioni di euro garantiti in due soluzioni, 20% sulla futura rivendita e una clausola anti-Italia valida per tre anni.
Come sottolinea il Correre dello Sport, il Galatasaray, pur avendo accettato la limitazione sulla rivendita nel campionato italiano, ha proposto una diversa struttura di pagamento: tre tranche da 45, 17,5 e 17,5 milioni di euro, che attualmente non soddisfa in pieno la società partenopea. Il club turco sta lavorando per ottenere garanzie economiche sufficienti a rassicurare il Napoli, ma le divergenze su modalità e tempi restano uno degli ostacoli principali.
Osimhen, dal canto suo, ha già fatto sapere di volere solo il Galatasaray. Il centravanti ha espresso chiaramente la sua preferenza per il trasferimento in Turchia, esercitando pressioni sulla dirigenza azzurra affinché l’affare si chiuda al più presto. Un fattore che potrebbe pesare sulla trattativa, soprattutto in un momento in cui il Napoli è impegnato su più fronti nel mercato.
Nel frattempo, la situazione sta creando ripercussioni dirette sulla pianificazione del club turco, che ha messo in stand-by altre operazioni in attesa di definire il budget destinato a Osimhen. Allo stesso modo, il Napoli tiene in sospeso le proprie mosse in attacco, in attesa di capire se potrà contare o meno sulla cifra piena richiesta per il cartellino del bomber.
Il presidente De Laurentiis ha ribadito la volontà di rispettare i vincoli contrattuali legati alla clausola rescissoria, ma è disposto a trattare a patto che le condizioni economiche siano pienamente garantite. Se non si arriverà a una sintesi, l’operazione rischia di saltare o di essere rinviata, rallentando le manovre di mercato di entrambe le squadre.
Sono ore decisive per il destino di Osimhen, in un braccio di ferro che coinvolge due visioni differenti su tempi, cifre e clausole, ma unite dalla volontà di trovare una soluzione che soddisfi tutti.



Oggi è giovedì l’ultimatum scade sabato, si potrebbe raggiungere l’accordo per fine settimana