Aurelio De Laurentiis è senza dubbio uno dei protagonisti più discussi e ammirati del calcio italiano. Presidente del Napoli da più di venti anni, ha saputo costruire una società sana e vincente, grazie a una gestione lungimirante e, soprattutto, a una maestria nel vendere i propri calciatori. La sua filosofia è chiara: i campioni vanno ceduti quando il loro valore è al massimo, sempre con un occhio attento al futuro del club. Lo scrive La Gazzetta dello Sport.
Vendere non significa svendere
Vendere è un’arte: saperlo fare bene è fondamentale per garantire la sostenibilità economica del club e continuare a crescere. De Laurentiis ha sempre dimostrato di essere un maestro in questo campo, riuscendo a cedere i propri pezzi pregiati senza compromettere i risultati sul campo. Osimhen è l’ultimo grande colpo in uscita, ma anche Kvaratskhelia a gennaio, quando il Napoli era in piena corsa scudetto, ha dimostrato il coraggio di De Laurentiis di agire in modo deciso.
La filosofia delle cessioni intelligenti
Da quando ha preso il comando del Napoli, Aurelio De Laurentiis ha sempre seguito un principio fondamentale: nessun giocatore è indispensabile. Nonostante l’affetto che può nascere tra un presidente e i suoi calciatori, la logica economica e strategica impone di non tenerli legati a ogni costo, soprattutto di fronte a offerte economiche vantaggiose. Tra le cessioni più importanti ci sono state quelle di Higuain, Cavani, Koulibaly, Jorginho, Kim e molti altri. Non tutte sono state facili, ma ognuna ha avuto il suo valore strategico.
L’esempio più eclatante è stato Higuain, ceduto alla Juventus per una cifra record che ha fruttato 90 milioni di euro, la più alta operazione di cessione nella storia del club. Nonostante l’amarezza per il trasferimento alla rivale diretta, alla fine De Laurentiis ha visto quel trasferimento come un affare vantaggioso per le casse del Napoli.
Il circolo virtuoso delle cessioni e degli acquisti
Il mercato di De Laurentiis non si basa solo su cessioni redditizie, ma anche su acquisti strategici a prezzi più bassi. Con i guadagni derivanti dalle cessioni, il presidente reinveste una parte significativa per mantenere competitiva la squadra. Questo circolo virtuoso è alla base del successo del Napoli. Le entrate derivanti dalla Champions League, dagli incassi dello stadio e dalle vendite dei giocatori consentono al club di continuare a competere ai massimi livelli, sia in Italia che in Europa.
Le sfide future
La prossima sfida per De Laurentiis è quella di costruire un Napoli competitivo, non solo in Serie A, ma anche in Champions League. Se riuscirà in questa impresa, sarà una conferma del suo genio da imprenditore e stratega del calcio. Con una gestione delle risorse oculata e una continua ricerca di valore, De Laurentiis continuerà ad essere il maestro della sostenibilità nel calcio moderno.


