Il successo nell’amichevole contro il Girona non è un trofeo, ma ha lasciato intravedere sprazzi del nuovo Napoli di Antonio Conte. Dopo la deludente uscita contro il Brest, gli azzurri hanno mostrato un volto completamente diverso: per mezz’ora gioco intenso, aggressivo e preciso, con meccanismi già in parte assimilati e un’evidente impronta offensiva.
Il motore del nuovo Napoli
Come sottolinea il Corriere dello Sport, Iìin questa versione a trazione anteriore, Kevin De Bruyne ha illuminato la manovra con visione e tecnica, mentre Romelu Lukaku ha rappresentato il terminale fisico e letale in area. Alle loro spalle, Anguissa e Lobotka hanno dettato i tempi di pressione e ripartenza, in attesa della miglior condizione di Scott McTominay, destinato a diventare parte integrante della mediana.
Affiatamento belga e schemi variabili
La sintonia tra Lukaku e De Bruyne – maturata sin dai tempi dell’infanzia e consolidata in nazionale – si è rivelata immediata anche in maglia azzurra: movimenti coordinati, passaggi nello spazio e costante capacità di trovarsi al momento giusto. Conte, pur evitando una “Kevin-dipendenza”, sembra aver già costruito un sistema che esalta il talento del numero 11.
Dal 4-3-3 al 4-2-3-1
Il test col Girona ha visto anche un cambio tattico interessante: con McTominay in campo, Anguissa e Gilmour (entrato per Lobotka) hanno formato la coppia centrale, lasciando libertà a De Bruyne di muoversi sulla trequarti. Un’interpretazione che ricorda il ruolo avuto da Raspadori nella scorsa stagione e che offre al Napoli maggiori soluzioni offensive.
Nuove armi in avanti
Il recupero di David Neres offre imprevedibilità e dribbling sulle fasce, mentre Lorenzo Lucca, con i suoi centimetri, può concretizzare i traversoni, punto forte del gioco contiano. Lukaku, infine, sembra rigenerato: la preparazione con Conte, già decisiva nelle sue stagioni migliori, potrebbe riportarlo a livelli di eccellenza, nonostante l’età.


