Napoli, missione Conte: l’obiettivo è riuscire dove fallì anche Maradona

Il tecnico salentino vuole riscrivere la storia azzurra: dopo lo scudetto, ora cerca il bis che sfuggì persino al più grande. La città lo sostiene

conte

Antonio Conte ha accettato una delle sfide più ambiziose e complesse della sua carriera: riportare il Napoli sul tetto d’Italia, ma soprattutto confermarlo. Un’impresa che nemmeno il leggendario Napoli di Diego Armando Maradona riuscì a completare, e che negli anni ha assunto le sembianze di un tabù. Ripetersi, nella città del Vesuvio, è da sempre la missione più difficile.

Il tecnico pugliese, la scorsa estate, ha preso in mano una squadra reduce da una stagione disastrosa, chiusa con un decimo posto che ha cancellato l’entusiasmo del terzo scudetto e l’ha riportata sul tetto d’Italia in un solo anno sportivo. Ora vuole ripetersi per entrare nella storia. 

Lo spettro del post-Maradona

Come ricorda il Corriere dello Sport, dopo il primo scudetto del 1987, il Napoli di Maradona e Careca visse nel 1988 un tracollo sportivo inaspettato, frenato dai conflitti interni allo spogliatoio e dall’emergere della nuova potenza milanista targata Sacchi. Nel 1991, dopo il secondo tricolore, arrivò il crollo definitivo: il doping di Maradona, la crisi societaria, l’addio di Luciano Moggi e l’inizio di un lungo periodo buio. Napoli ottavo, e Diego lontano da Fuorigrotta.

La maledizione del “dopo scudetto” colpì anche due anni fa. La squadra di De Laurentiis, guidata da Spalletti e costruita da Giuntoli, era riuscita in un’impresa epocale. Ma subito dopo è stato smantellato tutto: convinzione, identità, e anche parte della struttura dirigenziale. L’illusione che si potesse continuare senza una guida forte ha portato al disastro tecnico e sportivo. Soltanto l’arrivo di Conte ha ridato una direzione chiara al progetto.

Conte, l’uomo delle sfide impossibili

Non è un caso che De Laurentiis abbia scelto proprio Conte. L’ex Juve, Chelsea e Inter ha già dimostrato di saper prendere in mano squadre smarrite e portarle alla vittoria. Ora si riparte da Reggio Emilia, contro il Sassuolo, con un’idea chiara: riscrivere la storia. Far meglio di Maradona non significa essere superiori, ma riuscire dove nemmeno il mito è riuscito: vincere due scudetti di fila. Conte lo sa. E per questo ha chiesto una squadra forte, motivata, con innesti di qualità e una guida salda.

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