Dopo una sola stagione di assenza, il Napoli torna nella massima competizione europea. Inseriti in terza fascia, gli azzurri di Antonio Conte conoscono già le rivali della fase a girone unico della Champions League 2025/26: Chelsea, Manchester City, Benfica, Eintracht Francoforte, Sporting Lisbona, Psv Eindhoven, Qarabag e Copenaghen.
Un percorso che si annuncia impegnativo, con incroci di prestigio e avversari insidiosi, ma anche con l’opportunità di confermare la tradizione positiva: nelle ultime tre partecipazioni, il Napoli ha sempre superato la fase a gruppi.
Un Benfica solido
La parola d’ordine è solidità. Un concetto non sempre immediato da associare al calcio portoghese, ma che in questa stagione rappresenta il marchio del nuovo Benfica. Dopo un mese dall’inizio ufficiale (con il successo in Supercoppa contro lo Sporting per 1-0), i rossi di Lisbona non hanno ancora subito reti. Merito della rinnovata fiducia nella coppia centrale Otamendi–Antonio Silva: il veterano argentino e il giovane classe 2003, seguito dai top club europei, sono il simbolo dell’equilibrio ritrovato.
Il mercato: rinforzi in difesa e colpi a centrocampo
Il mercato ha portato via Carreras sulla fascia sinistra, ma i lusitani hanno reagito inserendo l’ex Roma Dahl e il giovane Obrador dal Real Madrid. In mezzo al campo è arrivato il colpo più brillante, il brasiliano Rios dal Palmeiras, chiamato a fare coppia con l’ex Juventus Enzo Barrenechea. A dare qualità restano Florentino, giocatore di talento ma discontinuo, e la duttilità di Aursnes.
Davanti, oltre al bomber titolare Vangelis Pavlidis, il tecnico ha a disposizione la sorpresa Ivanovic, autore di 16 gol con l’Union Saint-Gilloise e desideroso di confermarsi anche in Portogallo.
Il tecnico: Bruno Lage cerca riscatto
Per Bruno Lage è il secondo mandato sulla panchina del Benfica. Rientrato nel 2024, ha già conquistato la Supercoppa e cerca una stagione di riscatto dopo aver perso campionato e coppa nazionale contro lo Sporting. Il suo 4-2-3-1 è fluido e offensivo, ma poggia ora su basi più solide rispetto al passato.
La stella: Vangelis Pavlidis
La certezza resta il centravanti greco Pavlidis, protagonista assoluto lo scorso anno con 30 gol in tutte le competizioni. Dopo tre stagioni esaltanti all’AZ Alkmaar, ha trovato a Lisbona la sua dimensione internazionale: per andare avanti in Champions serviranno ancora i suoi gol.
Formazione tipo (4-2-3-1)
Trubin; Dedic, Silva, Otamendi, Dahl; Rios, Barrenechea; Aursnes, Barreiro, Akturkoglu; Pavlidis.
La maledizione di Bela Guttmann
Il Benfica non solleva un trofeo internazionale dal 1962, anno della sua seconda Coppa dei Campioni. La famosa maledizione di Bela Guttmann sembra resistere: dal 1963 a oggi, nessuna finale europea vinta. L’ultimo exploit resta la Champions 2022/23, chiusa ai quarti di finale dopo un cammino spettacolare, interrotto dall’Inter. Le ultime due edizioni hanno invece visto i portoghesi fermarsi ai gironi e poi agli ottavi contro il Barcellona.


