L’esordio di Kevin De Bruyne al Maradona era atteso da tempo. Non poteva passare inosservato il debutto in quello che, simbolicamente, rappresenta uno dei teatri più importanti del calcio mondiale. Eppure, la sua prima in maglia azzurra davanti al pubblico napoletano è stata più ombra che luce, un’apparizione in cui il genio è rimasto in silenzio, quasi trattenuto.
Come sottolinea il Corriere dello Sport, il centrocampista belga, accolto con entusiasmo fin dal riscaldamento, ha iniziato la partita in una posizione laterale, condividendo il campo con McTominay, che invece si muoveva più avanzato. De Bruyne ha mostrato il suo solito stile elegante e compassato, ma non è riuscito a trovare né tempo né spazio per incidere. Il pubblico, consapevole del suo talento, ha reagito con stupore e mai con contestazione, anche quando ha sbagliato un cross o perso un pallone facile.
L’intera squadra ha faticato, e lui con essa. A testimoniare il suo coinvolgimento emotivo c’è un momento emblematico: un rimprovero acceso a Lucca per una mancata intesa in attacco, a segnalare quanto De Bruyne sia ancora alla ricerca di un’intesa tattica con i compagni. In mezzo al campo, qualche incomprensione anche con Lobotka. Non mancano gli scambi agonistici: un fallo di frustrazione gli costa un cartellino giallo.
Conte lo ha sostituito all’80’ minuto, a reti inviolate. Una decisione che ha sorpreso, ma che si spiega con l’evidente calo fisico del giocatore. L’allenatore ha scelto di cambiare, e il Napoli ha poi trovato la rete decisiva proprio poco dopo il cambio. Non è una sconfitta personale, ma un passaggio necessario in un percorso di adattamento. Anche Maradona, alla sua prima al San Paolo in campionato, pareggiò 1-1. Nessuno all’epoca si fece prendere dal panico.
De Bruyne dovrà ancora inserirsi nei meccanismi tattici della squadra, trovare il passo giusto e costruire nuove connessioni. Gli manca probabilmente un centravanti con cui dialogare come accadeva con Lukaku in nazionale. Ma questi sono i tempi fisiologici dell’integrazione, soprattutto dopo una carriera vissuta ai massimi livelli e un recente passato fatto di infortuni e recuperi.
Il talento non si discute, e l’atteggiamento mostrato – anche nei momenti di difficoltà – è quello di un leader. Il Napoli ha vinto, e questo basta. Il resto verrà con il tempo.



E bello vedere I centrocampisti giocare cosi ma e il risultato quello che conta alla fine se non segni non vinci e non puoi arrivare al 95 Eskimo senza segnare