Un gradito ritorno, un giocatore che sembra integrarsi perfettamente al calcio di Conte, un eroe del terzo Scudetto che torna a riprendersi la gloria. In realtà, una scheda per Eljif Elmas è superflua, perché conosciamo già a menadito tutti i pregi e i difetti di questo ragazzo. Ottima tecnica, capacità di spaccare la partita da subentrato, immenso sacrificio tattico e bravura nel saper giocare in più ruoli. D’altro canto, sappiamo bene che si tratta anche di un giocatore particolarmente discontinuo e che, spesso, scende in campo con un approccio un po’ molle.
Ed è proprio questo, dunque, il punto interrogativo più grande di questa seconda avventura partenopea: Elmas saprà incidere con maggiore continuità? Si farà trovare sempre pronto mentalmente, a dispetto del ruolo? Si accontenterà di fare panchina, quando ciò dovrà accadere? La speranza è che il periodo trascorso fuori dal mondo azzurro possa aver dato al macedone una consapevolezza dei propri mezzi ancora più grande e, di conseguenza, una “saggezza” da veterano nell’accettare di essere parte (importante) di un gruppo competitivo.


