Michele Criscitiello torna a far discutere. Il direttore di Sportitalia ha commentato con toni duri la scelta del ct dell’Italia di convocare Mateo Retegui per gli impegni della Nazionale, lasciando fuori attaccanti come Lorenzo Lucca. Al centro della polemica, la questione degli oriundi e il loro ruolo all’interno della maglia azzurra.
“Non condivido la convocazione di Retegui – ha detto Criscitiello –. Perché chiamare un argentino e non un italiano come Lucca? In Nazionale devono andarci solo i calciatori italiani. Lo so anch’io che Retegui è più forte, ma non è giusto privilegiare un giocatore nato e cresciuto in un’altra nazione rispetto ai nostri giovani”.
L’attacco agli oriundi
Il giornalista ha allargato il discorso anche al passato, citando altri casi celebri: “Thiago Motta non era italiano, Camoranesi non era italiano. Abbiamo sfruttato cavilli burocratici legati a bisnonni o parenti lontani per vestirli d’azzurro. Sono solo escamotage, ma così facendo togliamo spazio a chi è realmente italiano. In futuro rischiamo di avere una Nazionale composta solo da oriundi”.
Per Criscitiello il punto non è la qualità tecnica, ma l’identità: “Se Gattuso vuole fare il bene del calcio italiano, deve partire proprio da qui: niente oriundi. Un giocatore di origini congolesi nato in Italia è italiano a tutti gli effetti, ma deve nascere in Italia. Altrimenti si va contro il senso stesso della maglia azzurra”.
Meglio senza punte che con compromessi
Il direttore di Sportitalia si è spinto oltre: “È vero che in passato ci sono mancati gli attaccanti, ma preferisco stare due o tre anni senza un centravanti piuttosto che continuare con i compromessi. L’oriundo toglie il sogno al ragazzo italiano che sogna la Nazionale. Non è una questione di razzismo, ma di principio”.
Un’opinione destinata a dividere. Da una parte, chi vede negli oriundi un’opportunità per aumentare il livello tecnico dell’Italia. Dall’altra, la posizione di chi, come Criscitiello, considera questa strada un rischio per il futuro e per l’identità della Nazionale.


