City-Napoli, Conte e Guardiola uniti da Mazzone. Il figlio: “Papà li aveva nel cuore”

Massimo Mazzone ricorda il legame speciale tra il padre Carlo, Antonio e Pep: tra aneddoti, affetto e un premio che li unisce ancora oggi

C’è un filo invisibile, ma fortissimo, che lega Antonio Conte e Pep Guardiola: si chiama Carlo Mazzone. Alla vigilia di Manchester City–Napoli, sfida d’esordio nella fase a gironi della Champions League, a ricordarlo, a Il Mattino, è Massimo Mazzone, figlio dello storico allenatore scomparso nel 2023, che racconta il rapporto speciale tra “Carletto” e due dei tecnici più iconici del calcio moderno.

Fu proprio Mazzone a lanciare un giovanissimo Conte al Lecce, contribuendo in modo decisivo alla sua crescita come calciatore e leader in campo. Ma anche Guardiola è stato profondamente segnato dall’incontro con l’allenatore romano, conosciuto ai tempi del Brescia, quando l’ex regista del Barcellona stava già vivendo una fase matura della sua carriera.

A due anni dalla sua scomparsa, papà è ancora nel cuore di tutti, soprattutto di chi lo ha conosciuto da vicino”, spiega Massimo Mazzone. Un legame così forte da spingere la famiglia a istituire un premio annuale alla memoria di Carlo, assegnato ogni anno il 19 agosto, anniversario della sua morte. Il caso ha voluto che i primi due destinatari del riconoscimento fossero proprio Guardiola (nel 2024) e Conte (nel 2025).

Antonio è stato premiato per la sua carriera da calciatore e allenatore, con particolare attenzione alla valorizzazione dei giovani, come amava fare mio padre”, racconta Massimo. E per quanto riguarda Pep, il figlio di Mazzone ricorda con affetto un episodio emblematico: “Quando il Barcellona si qualificò per la finale di Champions a Roma, Guardiola invitò mio padre. All’inizio non voleva andare, preferiva restare in famiglia, ma Pep lo convinse: ‘Se so che sei in tribuna dietro di me, io vinco’”. E così fu.

Il rapporto con Napoli, poi, era qualcosa di speciale per Carletto, che nel 1997 guidò gli azzurri per sole quattro partite. “Papà diceva sempre che Napoli era una delle sue città ideali. Avrebbe voluto allenarla più a lungo, ma quell’esperienza gli è rimasta nel cuore”. E secondo Massimo, se potesse scegliere oggi per chi tifare giovedì sera, opterebbe proprio per il Napoli: “Quando si trovava davanti ai derby tra ex squadre o giocatori, diceva sempre che voleva veder vincere entrambi. Ma in questo caso, per l’amore che aveva per la città, avrebbe fatto il tifo per gli azzurri”.

Il premio Mazzone verrà consegnato a Conte in un secondo momento, magari proprio a Napoli. “Sarà una cerimonia semplice, come le cose che piacevano a lui, ma vogliamo farlo nel posto giusto, al momento giusto”. Un’altra testimonianza del rispetto che l’intero mondo del calcio continua a nutrire per un uomo che ha lasciato un’impronta profonda, tanto sul campo quanto nella vita dei suoi giocatori.

E infine, un altro aneddoto simbolico: quando la Juventus chiese informazioni su Conte, ancora al Lecce e reduce da un infortunio, fu proprio Mazzone a rassicurare Boniperti: “Fidati di me, come allenatore e come uomo”. Il resto è storia.

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6 mesi fa

Che c’entra conte con mazzone?

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