Arrigo Sacchi, ex allenatore, ct e oggi opinionista de La Gazzetta dello Sport, alla rosea si è espresso sulla sfida di stasera fra Milan e Napoli. Ecco la sua analisi.
SACCHI. “Mi sono divertito a giocare Milan-Napoli come facevo un tempo prima di una grande sfida. Ho pensato a che cosa avrei fatto in determinate situazioni e ho cercato di immaginare che cosa inventeranno Allegri e Conte nelle medesime circostanze. Si tratta di una supersfida e, anche se siamo soltanto alla quinta giornata e non può essere decisiva, ha fascino e può indirizzare il percorso di una delle due squadre o, addirittura, di tutt’e due. Inutile dire che qualche ricordo è affiorato, e che mi sono tornate in mente le mille sfide disputate con il mio Milan contro il Napoli di Maradona: il duello che ancora mi impressiona è quello del 1988, quando vincemmo 4-1 dopo essere passati in svantaggio con una magìa di Careca innescato da Maradona. Credo che il peso degli allenatori sarà determinante. I rossoneri hanno iniziato male il campionato perdendo in casa contro la Cremonese, però Allegri ha saputo raddrizzare immediatamente la barca e, da allora in poi, il Milan non ha più incassato gol. Significa che l’allenatore ha lavorato bene, avendo in testa una chiara idea e sapendo trasmetterla ai ragazzi. Allegri sa come si deve motivare un gruppo e sa come gestire uno spogliatoio. Il Milan, che nella passata stagione era altalenante e, alla lunga, deludente, adesso pare un’altra squadra. Saggia scelta schierarsi con la difesa a tre, perché c’è maggiore protezione e perché le caratteristiche degli interpreti suggeriscono questo modulo; altrettanto saggio insistere su Gimenez, un centravanti che non sarà certo Van Basten però in area di rigore ci va sempre. Sarà disponibile anche Leao e non so che decisione prenderà Allegri: ma il portoghese è fuori da parecchio tempo e forse non è il caso di rischiarlo dall’inizio. A centrocampo, il Milan ha il reparto migliore. Modric e Rabiot sanno sempre quello che devono fare. Ecco, il problema per i rossoneri potrebbe essere invece quando il pallone ce l’avrà il Napoli: sono curioso di vedere se presseranno, per limitare l’azione degli avversari, o se invece arretreranno a protezione della loro area, secondo la solita mentalità italiana. Il Napoli è la squadra più attrezzata per vincere lo scudetto, sarebbe il secondo consecutivo (un’impresa mai accaduta nella storia del club partenopeo). Conte ha fatto un lavoro magnifico nella passata stagione e sta continuando anche adesso: ha un gruppo che lo segue e che crede ciecamente in lui. Ad Antonio poi non mancano i giocatori in grado di scardinare la difesa del Milan, da De Bruyne a McTominay, ma più che sui singoli lui punta sulla forza del collettivo: il Napoli si muove compatto, tutti partecipano alla fase offensiva e alla fase difensiva. Insomma, il Napoli è una squadra «europea» che conosce i principi del calcio moderno e li applica con buoni risultati. Contro il Milan sono convinto che cercherà di dominare il gioco. Al Napoli piace palleggiare e verticalizzare all’improvviso e penso che questa sarà la chiave della sfida di San Siro. Mi aspetto una partita aperta, emozionante e, finalmente, poco italiana. Sarebbe ora“.


