Il Napoli si affida a Hojlund per ritrovare il successo in Europa

Contro lo Sporting Lisbona debutto europeo al Maradona: 50mila spettatori e un centravanti chiamato a raccogliere l’eredità di Osimhen

Dopo 588 giorni di attesa, il Napoli ritrova la Champions League al Maradona, e lo fa davanti a uno stadio sold out, con oltre 50mila tifosi pronti a spingere la squadra verso la prima vittoria europea stagionale. Dopo il ko all’esordio contro il Manchester City, la sfida di questa sera (ore 21) con lo Sporting Lisbona assume già un sapore cruciale. E al centro della scena ci sarà lui, Rasmus Hojlund, chiamato a sbloccare la casella dei gol europei in maglia azzurra.

Come sottolinea il Corriere dello Sport, arrivato dallo United con grandi aspettative, Hojlund ha iniziato la sua avventura partenopea con il botto a Firenze, segnando all’esordio. Poi, però, tre gare senza gol: a Manchester, contro il Pisa e infine al Meazza con il Milan. Un solo tiro nelle ultime due uscite, una scelta sbagliata in superiorità numerica che ha fatto infuriare Conte e un momento da riscattare immediatamente. E quale miglior palcoscenico della Champions, il suo terreno preferito?

L’uomo delle notti europee

Il talento danese ha già dimostrato di avere un feeling speciale con le competizioni continentali: 11 reti europee tra Champions ed Europa League nelle ultime due stagioni, con 5 gol in 6 partite nella scorsa edizione della massima competizione e 6 in 15 presenze in Europa League, inclusa una finale da titolare persa con il Tottenham. Dati che raccontano un attaccante che sa accendersi sotto i riflettori internazionali.

Ma ora serve la prima scintilla in azzurro, la rete che possa riaccendere l’entusiasmo, trascinare la squadra e soprattutto riempire il vuoto lasciato da Osimhen, ultimo marcatore del Napoli in Champions, nel marzo 2024 contro il Barcellona. Da quel giorno, il club ha attraversato una stagione senza coppe, un anno di transizione e ora vuole tornare protagonista. Da Osi a Hoj, il ponte è lungo un anno e otto mesi, ma il gol come linguaggio universale resta intatto.

L’urlo del Maradona

Nel match di stasera, Hojlund incrocerà anche il connazionale Hjulmand, amico e compagno in nazionale, in un duello tutto nordico che può segnare il destino del girone. E per chi come lui non ha mai vissuto le notti europee al Maradona, ci sarà da scoprire il famoso “urlo Champions”: un’onda sonora che nella memoria collettiva risale ai Tre Tenori di Mazzarri e che questa sera potrà tornare a vibrare.

Anche per Conte, sarà il primo vero debutto europeo da tecnico del Napoli davanti al suo pubblico. E servirà una risposta di squadra dopo la sconfitta con il Milan, in un match in cui gli azzurri avevano dominato a tratti ma senza concretizzare. Stavolta, l’inerzia va trasformata in punti, per non complicare il cammino nel girone.

La responsabilità del numero 9

Sotto pressione c’è il reparto offensivo, e in particolare Hojlund, che sarà ancora una volta il riferimento centrale. Lo chiedono i tifosi, lo esige la Champions, lo pretende la classifica. Dopo l’ultima occasione sciupata, ora tocca a lui “rimettere le cose in chiaro”, come detto da Conte in conferenza stampa.

Il Napoli ha bisogno dei suoi gol, ma anche della sua presenza, dei suoi movimenti, del suo peso dentro l’area. La letteratura del centravanti a Napoli è ricca, e il pubblico partenopeo sa riconoscere chi è pronto a scrivere nuove pagine. Ma se le pagine restano bianche troppo a lungo, il Maradona non aspetterà in silenzio. Lo ha fatto capire in passato e, se necessario, lo farà anche stavolta.

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