Il Napoli di Antonio Conte si ritrova a fare i conti con due volti diversi dello stesso centrocampo: da una parte Kevin De Bruyne, che si sta imponendo come leader tecnico e mentale, dall’altra uno Scott McTominay in evidente difficoltà, incapace, almeno per ora, di replicare l’impatto decisivo avuto nella scorsa stagione.
Il ritorno del belga al massimo livello ha coinciso con la rinascita del Napoli dopo la delusione di San Siro. Contro lo Sporting Lisbona in Champions League, De Bruyne ha offerto una prestazione magistrale, con due assist e una presenza costante nel vivo del gioco. Ha guidato la squadra con carisma e intensità, confermandosi un investimento da top player: dieci milioni lordi per la firma e una classe che vale ogni euro speso.
Ma nonostante la brillantezza del “principe azzurro”, qualcosa continua a scricchiolare nella mediana azzurra. Come riporta la Gazzetta dello Sport, McTominay, MVP dello scorso campionato con dodici reti, appare appannato. L’avvio di stagione è stato condizionato da una preparazione estiva non ottimale e da alcuni problemi fisici, ma ora il suo rendimento preoccupa. Il gol al Sassuolo sembrava segnare un punto di svolta, invece è rimasto un episodio isolato.
Il centrocampo a due fatica a trovare equilibrio, specialmente sul lato sinistro, dove Conte non ha ancora individuato una soluzione stabile. L’idea di affiancare De Bruyne e McTominay, due giocatori di profilo internazionale, sembrava garanzia di dominio tecnico, ma i meccanismi sono ancora da oliarsi. In questo contesto, l’interpretazione tattica di Conte – sempre attento alla compattezza e all’equilibrio – si scontra con la necessità di integrare due talenti che, almeno per ora, non si esaltano insieme.
Il dibattito nato dopo la sconfitta contro il Milan ha alimentato letture critiche e anche eccessive: alcuni hanno individuato proprio in De Bruyne la causa del calo di McTominay, come se la sua presenza oscurasse lo scozzese. Un’ipotesi suggestiva ma non suffragata dai fatti. Il nodo tattico da sciogliere è chiaro: Conte deve trovare un assetto che valorizzi entrambi senza snaturare la struttura di gioco. Il tridente è stato accantonato, il centrocampo rivisitato, ma ancora manca una sintesi che renda il Napoli realmente dominante. La medaglia ha due facce: da un lato l’estasi per le magie di KDB, dall’altro l’inquietudine per un McTominay smarrito, che il pubblico aspetta con affetto e pazienza.


