Il Napoli riscopre il suo leader tecnico nella notte di Champions League contro lo Sporting Lisbona, dove Kevin De Bruyne ha offerto una prestazione sontuosa, fatta di giocate d’alta classe, sacrificio tattico e leadership silenziosa. Due assist perfetti per Hojlund e una prestazione completa in entrambe le fasi hanno cancellato ogni dubbio nato dopo la sconfitta di San Siro e la sostituzione discussa contro il Milan.
Come sottolinea il Corriere dello Sport, in soli novanta minuti, il fuoriclasse belga ha ribaltato la narrazione di una stagione che qualcuno aveva frettolosamente etichettato come in salita. “Kevin è un problema per il Napoli”, si leggeva sui giornali dopo la sconfitta contro l’Inter. E invece è la soluzione. Con i suoi passaggi millimetrici e la visione di gioco superiore, ha guidato la squadra in un successo europeo che ha riacceso l’entusiasmo del Maradona. L’uscita dal campo è stata accolta da un’ovazione da 50mila persone, un tributo che lo stadio di Napoli riserva solo ai veri campioni.
Quella contro lo Sporting è stata la partita numero 81 in Champions League per De Bruyne, che ha anche raggiunto un traguardo storico: con 31 assist, ha agganciato Ryan Giggs al quinto posto nella classifica all-time della competizione. Davanti a lui ora ci sono solo mostri sacri come Ronaldo, Di Maria, Messi e Neymar, quest’ultimo suo prossimo obiettivo.
Nonostante i dubbi sollevati nelle ultime settimane – dalla tenuta fisica alla compatibilità con il modulo di Conte – il numero 17 azzurro ha risposto sul campo, alternando momenti di pura classe a fasi di intenso lavoro difensivo. Ha corso, pressato, supportato i compagni e costruito gioco. Non solo regista e rifinitore, ma anche operaio del centrocampo, pronto a lavorare sporco per il bene del collettivo.
Dal punto di vista realizzativo, i numeri sono già notevoli: 3 reti in cinque giornate di campionato, due su rigore e una su punizione, fanno di De Bruyne il capocannoniere del Napoli in Serie A. Il feeling con Hojlund cresce giornata dopo giornata, e i due sembrano già aver sviluppato un’intesa speciale. I due assist confezionati in coppa sono un segnale importante anche in chiave futura, dove il Napoli potrà contare su una coppia offensiva di grande talento e complementarità.
Il contesto, va ricordato, non è semplice: dopo dieci anni in Premier League e nel sistema Guardiola, l’approdo in Serie A ha richiesto un inevitabile periodo di adattamento. I metodi di lavoro di Conte, più duri e strutturati, e il diverso approccio tattico hanno richiesto tempo. Ma ora i frutti iniziano a vedersi, e il Napoli può contare su un De Bruyne sempre più leader, capace di decidere le partite con la testa e con i piedi.
La notte di Champions ha dunque avuto un valore simbolico oltre che tecnico: è stata la risposta diretta a chi metteva in dubbio il suo impatto, è stata la dimostrazione che il “king Kev” che incantava l’Etihad può ancora essere decisivo anche sotto il cielo di Fuorigrotta. E, soprattutto, ha ricordato a tutti che bastano pochi tocchi per cambiare il corso di una stagione.


