Il Napoli aspetta Scott McTominay. E Antonio Conte lo attende con ancora più impazienza. Il centrocampista scozzese, miglior giocatore della Serie A 2024/25, protagonista indiscusso del quarto scudetto, non ha ancora acceso il motore in questa nuova stagione, ma resta centrale nel progetto tecnico azzurro. E il calendario dopo la sosta – con le sfide contro Torino e PSV Eindhoven – potrebbe rappresentare il crocevia per il suo ritorno ad alti livelli.
Fino ad oggi, McTominay ha collezionato 8 presenze, di cui 6 in campionato e 2 in Champions League, totalizzando 681 minuti, più di ogni altro giocatore della rosa. Ha segnato all’esordio contro il Sassuolo, offrendo una prestazione da leader assoluto. Una di quelle giornate in cui sembrava ripartito dal punto esatto in cui aveva chiuso la scorsa stagione. Poi, però, qualcosa si è inceppato: poca brillantezza, minor incisività, ritmo altalenante. Il “McT” dominante, capace di trascinare la squadra con corsa, fisicità e gol, si è visto solo a sprazzi.
Un calo (fisiologico) e una preparazione complicata
Nessun allarme, assicura lo staff tecnico. Come sottolinea il Corriere dello Sport, La flessione è da leggere come un calo fisiologico, anche legato a una preparazione estiva a singhiozzo, compromessa da un infortunio muscolare accusato durante il ritiro di Dimaro. McTominay è tornato pienamente operativo solo nell’ultima parte della preparazione a Castel di Sangro, proprio quando Conte stava perfezionando il 4-1-4-1 dei “Fab Four”, il sistema pensato per far coesistere lui, Lobotka, De Bruyne e Anguissa.
Ma se il modulo è disegnato anche su di lui, perché il rendimento non è ancora esploso? Una delle chiavi può risiedere proprio nei cambi di assetto. Il passaggio dal 4-3-3 iniziale al nuovo sistema ha richiesto adattamenti tattici importanti, soprattutto per un giocatore come McTominay che rende al meglio da mezzala pura, inserendosi, attaccando gli spazi e agendo in proiezione offensiva.
L’attesa di Conte e i precedenti incoraggianti
Conte non ha mai messo in discussione il ruolo di McTominay nel progetto Napoli. Al contrario, continua a considerarlo un elemento imprescindibile, tanto da averlo impiegato in sette gare su otto da titolare, anche nei momenti meno brillanti. E i precedenti giocano a favore dello scozzese: anche nella sua prima stagione italiana, era partito in sordina, con un solo gol nelle prime sei giornate, per poi salire di colpi e diventare decisivo nella seconda parte dell’anno.
Dopo l’impegno con la Scozia contro la Bielorussia, McTominay farà rientro a Castel Volturno già da domani, pronto per preparare Torino-Napoli e la successiva sfida europea contro il PSV. Due gare in quattro giorni, ideali per rilanciarsi e tornare il centrocampista totale che ha stregato il campionato e i tifosi partenopei.
Un Napoli che ha ancora bisogno del suo McT
Il Napoli ha cambiato pelle, ma ha ancora bisogno del McTominay che correva per tre, giocava per due e riempiva il campo con forza, ordine e leadership. In un momento di transizione, senza l’apporto di Politano e con De Bruyne ancora in fase di pieno inserimento, il rilancio di Scott può fare la differenza. Conte lo sa, il gruppo lo aspetta, la tifoseria anche.


