Hojlund, il ritorno del centravanti guerriero: forza, fiuto e voglia di riscatto

Il Napoli scommette sul danese ex Atalanta e United: tra muscoli, istinto da bomber e una storia fatta di sliding doors

Rasmus Hojlund è tornato in Italia. E lo ha fatto dalla porta principale. Il Napoli lo ha riportato in Serie A con un’operazione da 50 milioni complessivi (5 per il prestito, 45 per il riscatto), seconda cifra più alta mai spesa dal club azzurro per un centravanti dopo Osimhen, segnale chiaro di quanto si punti su di lui. Classe 2003, 191 cm per 86 kg, Hojlund unisce la struttura atletica dei bomber d’un tempo con la mobilità del calcio moderno. Il suo ritorno è anche la sua occasione: rilanciarsi dopo un anno difficile al Manchester United, dove ha faticato a imporsi nel caos tecnico e societario dei Red Devils.

La sua carriera è un intreccio di accelerazioni improvvise, infortuni altrui e sorprese. È stato così allo Sturm Graz, dove è arrivato a 18 anni e ha segnato abbastanza da farsi notare dall’Atalanta, che lo acquistò per 17 milioni. A Bergamo, complice l’infortunio di Zapata, si è preso la scena. In un anno, la Dea lo ha valorizzato al punto da venderlo al Manchester United per 74 milioni di euro. Una parabola rapidissima, da promessa a star del mercato.

Ma Old Trafford non è stato il Teatro dei Sogni per lui. Tra scelte discutibili del club, cambi di allenatore e una concorrenza feroce, Hojlund è scivolato indietro nelle gerarchie. L’arrivo di tre nuovi attaccanti (Sesko, Mbeumo e Cunha) ha spinto lo United a liberarlo. Ed è stato il Napoli a cogliere l’occasione: emergenza dopo l’infortunio di Lukaku, e spazio immediato per Hojlund, proprio come accadde anni fa con Mertens dopo lo stop di Milik.

Come sottolinea il Corriere dello Sport, a Napoli, Rasmus trova un progetto e un allenatore determinante come Antonio Conte. Il tecnico salentino lo ha accolto con la volontà di trasformarlo in un centravanti completo, non solo un finalizzatore, ma anche un riferimento per la manovra. Con la sua potenza nei duelli fisici e la capacità di muoversi in profondità, Hojlund ha tutte le qualità per farlo.

Il suo stile ricorda i grandi bomber del passato: la potenza di Vinicio, l’istinto di Jeppson, la presenza fisica di Elkjaer. Con il corpo scolpito, la corsa feroce e la fame di gol, sembra una reincarnazione del classico “centravanti di guerra”, capace di spaccare le difese e segnare con ogni parte del corpo. Ma ha anche la tecnica per dialogare con i compagni, aprire spazi e sfruttare i suggerimenti di chi, come De Bruyne, lo conosce bene dalla nazionale danese.

Il primo impatto a Napoli è stato esplosivo. Un gol alla prima occasione, un’esultanza che ha infiammato il Maradona, e la sensazione di essere nel posto giusto al momento giusto. Il danese ha tutto per scrivere una nuova pagina della sua carriera. E forse anche della storia azzurra.

Subscribe
Notificami
guest

0 Commenti
più nuovi
più vecchi più votati
Inline Feedbacks
View all comments

Articoli correlati

Il tecnico salentino crede nella miracolosa rimonta per lo Scudetto...
Il “pizzicotto” del difensore rossoblù accende il dibattito: l’attaccante del Napoli attacca, Zuliani replica e...
Gli azzurri con la vittoria di ieri hanno maturato ben 4 successi consecutivi: Verona, Torino,...

Altre notizie