Per Giovanni Simeone, sabato non sarà una partita come le altre. Quando il Torino affronterà il Napoli, in campo scenderà un ex che ha lasciato un segno silenzioso ma profondo nel cuore dei tifosi azzurri. E, come riporta Il Mattino, non servono numeri da capogiro per dimostrarlo: i suoi 14 gol in tre stagioni a Napoli pesano più di quanto dicano le statistiche, perché hanno sempre avuto un significato, un peso specifico.
Oggi Simeone è il centravanti granata, ma l’emozione di ritrovare la sua ex squadra lo accompagnerà fino al calcio d’inizio. Nelle ore che precedono la sfida, il “Cholito” si rifugia nei libri di Coelho e nella meditazione, due riti personali che lo aiutano a trovare equilibrio e concentrazione. Una routine che racconta molto del suo profilo umano, oltre che sportivo.
A Napoli ha accettato il ruolo di vice di tutti, da Osimhen a Raspadori, fino a Lukaku, senza mai lamentarsi. Un uomo squadra, pronto a entrare e a dare tutto. Ma dopo aver capito che lo spazio era sempre più ridotto, ha scelto di cambiare aria e rilanciarsi in una piazza dove potesse sentirsi protagonista.
Il legame con Napoli, però, non si è mai spezzato. “Vivere nella città di Diego è stato un sogno”, disse nel giorno del suo addio, ricordando quanto Maradona rappresenti un simbolo sacro per tutti gli argentini, suo padre Cholo incluso. E proprio con De Laurentiis aveva condiviso serate romane a parlare di concentrazione, spiritualità e del taccuino su cui annotava pensieri e sensazioni di ogni partita.
Nel suo quaderno, ci saranno sicuramente appunti anche sui suoi vecchi compagni: Di Lorenzo, Juan Jesus e tanti altri. Perché chi vive di passione come Simeone, non dimentica. Non dimentica neanche il gol che non arriva, ma la scivolata a centrocampo contro la Juventus, quando si lanciò con il cuore oltre l’ostacolo per colpire di testa un pallone apparentemente innocuo. Un gesto che sintetizza la sua indole: quella di un combattente.
Ora, con la maglia del Torino, ha una nuova occasione per dimostrare il suo valore. Ma dentro di sé sa che questa sfida con il Napoli sarà anche una battaglia interiore, fatta di ricordi e di emozioni difficili da gestire. Gli servirà “una corazza d’amianto”, come si dice in questi casi, per non lasciarsi travolgere dal sentimento.


