Napoli in crisi d’identità, Sabatini: “Non è il caso di far drammi, ma…”

Dopo la sconfitta contro il Torino, Sandro Sabatini analizza le difficoltà degli azzurri tra assenze pesanti, scelte discutibili e una manovra offensiva inefficace.

Il Napoli cade a Torino e alimenta dubbi sempre più consistenti sulla propria condizione psicofisica e tattica. A fare il punto sulla situazione è il giornalista Sandro Sabatini, che attraverso il suo canale YouTube ha tracciato un’analisi lucida e articolata della sconfitta subita contro i granata.

“Un po’ di preoccupazione è legittima, altrimenti si rischia di ignorare un’evidenza ormai sotto gli occhi di tutti”, ha esordito Sabatini. Il Napoli, secondo il giornalista, ha mostrato segni chiari di fragilità, non soltanto legati al doppio impegno tra campionato e Champions League, ma anche a un atteggiamento generale apparso svogliato, lento e privo di idee chiare.

Tra le criticità più evidenti, l’assenza di giocatori chiave come Lobotka, Rrahmani, Lukaku, McTominay e Hojlund, che ha ridotto le opzioni del tecnico, rendendo il centrocampo prevedibile e l’attacco sterile. Senza McTominay, ha spiegato Sabatini, manca dinamismo, profondità e presenza fisica, mentre l’assenza di Hojlund ha esposto i limiti di Lorenzo Lucca, chiamato a sostituire due attaccanti di livello superiore.

“Lucca non va bocciato, ma oggi non è ancora al livello di Lukaku, né di Hojlund, e resta il dubbio che non sia neppure all’altezza del Cholito Simeone”, ha sottolineato Sabatini, ricordando come proprio l’ex attaccante azzurro abbia firmato la rete decisiva per il Torino.

La partita, infatti, è sembrata riproporre fantasmi del passato, con Simeone già protagonista nel 2018 di una tripletta che costò al Napoli il sogno scudetto sotto la guida di Sarri. Un dettaglio simbolico che alimenta il senso di smarrimento attuale del club.

Spostando l’attenzione sulla prestazione collettiva, Sabatini ha evidenziato la mancanza di brillantezza tecnica e tattica: “Il Napoli di oggi non somiglia affatto a quello dell’anno scorso, grintoso, convinto e ben organizzato. Non basta la voglia, serve struttura, gioco e qualità che al momento sembrano mancare”.

Critiche anche alla gestione dei singoli, con riflessioni sull’alternanza tra i portieri Milinkovic-Savic e Meret, definita “confusa e controproducente”, e su un reparto offensivo incapace di incidere. Neres, in particolare, è apparso inconcludente, mentre De Bruyne, pur riconosciuto come elemento di spicco, ha offerto “una prestazione sottotono, con pochi lampi e molte imprecisioni”.

“Il Napoli gioca in modo macchinoso, fatica a creare ampiezza e manovra con lentezza”, ha spiegato il giornalista, indicando anche come la squadra non sia riuscita a contenere il gioco del Torino, abile a sviluppare le proprie azioni fino all’area avversaria con maggiore fluidità, almeno fino all’ultimo quarto d’ora.

Tra le poche note liete, Politano ha mostrato segnali positivi, così come Noa Lang, autore di un gol annullato nel finale. Tuttavia, le sostituzioni nel finale hanno sollevato ulteriori interrogativi, in particolare quella di Ambrosino per Lucca: “Forse era il caso di tenerli entrambi in campo per aumentare il peso offensivo”, ha aggiunto Sabatini.

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