Capello: “Conte e il Napoli un’incognita, l’Inter vola con Chivu”

L'ex tecnico promuove l'effetto euforia nerazzurro e punta il dito sui problemi degli azzurri: "Fatica ad entrare nella testa dei giocatori, e la convivenza De Bruyne-McTominay è un nodo irrisolto"

capello

A due giorni dalla sfida che potrebbe dire molto sul futuro del campionato, Fabio Capello ha offerto la sua visione sulla sfida scudetto tra Napoli e Inter, in programma sabato sera al Maradona. In un’intervista ricca di spunti, l’ex allenatore ha delineato un quadro molto chiaro: Napoli è un’incognita, mentre l’Inter vola sulle ali dell’entusiasmo e della gestione Chivu.

Dopo la brutta caduta contro il PSV in Champions League, Conte si trova ora a gestire una squadra appesantita da incertezze, infortuni e un’identità ancora in costruzione. Capello, che ha vissuto sulla propria pelle la complessità del doppio impegno tra Serie A e coppe, non ha dubbi: l’Inter arriva meglio al big match.

«Il Napoli è sul filo. Il rischio più grande è che al primo errore si deprima, e contro questa Inter sarebbe letale», ha detto a La Gazzetta dello Sport. A preoccupare l’ex tecnico è il crollo difensivo degli azzurri, che da settembre subiscono gol da otto partite consecutive, abbandonando quella solidità che era stata il marchio del Napoli scudettato.

De Bruyne-McTominay: una convivenza difficile

Uno dei punti più delicati toccati da Capello riguarda la gestione dei nuovi, in particolare Kevin De Bruyne. Il belga, arrivato per alzare il livello tecnico, fatica a integrarsi in un sistema tattico che ancora non gli appartiene. E con McTominay spesso impiegato in zone simili, il rischio sovrapposizione è evidente:
«Mi ricordano Gerrard e Lampard della mia Inghilterra: due fuoriclasse che però finivano per pestarsi i piedi», ha commentato. Il Napoli sembra aver stravolto il suo equilibrio per adattarsi al belga, ma il risultato, finora, è stato più confusione che brillantezza.

Problemi strutturali e uomini chiave assenti

Alle difficoltà tattiche si sommano le assenze pesanti: senza Hojlund, Rrahmani e Lobotka, l’asse centrale è saltato. «Non è solo questione di moduli: è un problema di uomini, di spirito, di leadership», ha osservato Capello. A questo si aggiunge l’incertezza sul ruolo del portiere titolare, con il duello tra Meret e Milinkovic ancora irrisolto.

Secondo Capello, anche Antonio Conte è apparso spento, specialmente nella trasferta olandese. «In Olanda era irriconoscibile: dov’era la sua grinta?», ha chiesto polemicamente. Un segnale che qualcosa si è incrinato nel rapporto tra allenatore e gruppo? Le scelte di formazione di sabato potrebbero fornire la risposta.

L’Inter non è più quella di un anno fa

Sul fronte opposto, l’Inter arriva rinfrancata dal 4-0 di Bruxelles e da sette vittorie consecutive. Capello loda il lavoro di Chivu, capace di riportare l’entusiasmo nello spogliatoio e dare fiducia anche a giovani come Bonny ed Esposito.
«Lautaro è una garanzia, ma occhio alla crescita di Pio Esposito: ha tutto per essere il vero erede di Thuram», ha sottolineato.

Il messaggio per i nerazzurri è chiaro: niente presunzione, l’errore dello scorso anno non va ripetuto. Ma se la squadra manterrà concentrazione e fame, come ha fatto finora con Chivu, allora potrà sfruttare il momento difficile del Napoli per lanciare un segnale al campionato.

 

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