Eindhoven lancia un messaggio: bisogna intervenire prima che sia tardi

Eindhoven lancia un messaggio: bisogna intervenire prima che sia tardi

A un giorno di distanza da una delle prestazioni più indegne della nostra storia recente e, certamente, della più imbarazzante dell’era Conte, si può dire ufficialmente che – purtroppo – siamo in presenza di un accenno di crisi. Eindhoven è amarissima in tutto: risultato, prestazione, convinzioni che se ne vanno. Un’umiliazione meritatissima.

In termini di atteggiamento, all’inizio c’erano stati sicuramente dei passi in avanti rispetto a Torino ma i problemi atavici sono rimasti praticamente identici. La squadra ha una presenza massiccia nella metà campo avversaria ma spesso non va oltre le mezze occasioni. La manovra è abbastanza elementare, senza lampi di sorta. Quando anche si trova il gol, spesso tramite il gioco dalle fasce, poi si rovina tutto con una leggerezza mentale e della fase difensiva che francamente sono diventate inspiegabili. Se nel primo tempo almeno c’era stata una partita, nel secondo il Napoli è stato letteralmente SURCLASSATO, annientato e anche deriso da una squadra buona ma, oggettivamente, abbordabilissima per quelle che dovrebbero essere le nostre ambizioni.

Tutti (ripetiamo: TUTTI) i gol presi dal Napoli in Olanda sono una roba che forse si vede nelle partitelle tra amici, quando tutti si riversano ad attaccare senza preoccuparsi di tenere almeno un uomo dietro. Assenza di equilibrio, forzature di baricentro senza alcun senno. Sinceramente è inaccettabile. E, a proposito di accettazione: la squadra sembra avere dei grossi problemi nell’accettare il momento di difficoltà nel match. Ma – ancora più grave rispetto all’anno scorso la differenza è che pare anche in balia degli eventi quando si tratta di dover reagire. Un gruppo che, praticamente, si smarrisce completamente quando va sotto.

Chiaramente i problemi attuali del Napoli dipendono da vari fattori ma noi pensiamo sia arrivato il momento di accantonare gli esperimenti e di tornare al 4-3-3 puro. Non ci si può permettere di giocare con un solo centrocampista “difensivo” e sprecare McTominay e De Bruyne in posizioni che palesemente fanno fatica ad accettare tatticamente, oltre che di tenere un’ala in panchina. Il Napoli è TROPPO sbilanciato. E andrebbe anche bene, se la potenza di fuoco si trasformasse in reti costanti. Invece, purtroppo, giocare in questa maniera diventa un assist clamoros per gli avversari. Fin quando non sarà così, bisognerebbe avere l’umità di fare un passo indietro. Ovviamente, il responsabile di una disfatta del genere non può che essere il mister Antonio Conte.

La sconfitta di Eindhoven non la dimenticheremo mai. Un tracollo che rappresenterà un’onta impossibile da eliminare per la nostra storia. Non c’è niente di pregiudicato, tutto si può ancora fare. Ma ora c’è bisogno di attuare qualche passo indietro (in termini di scelte e di moduli) per poter tornare a farne altri in avanti. In termini di ambizioni, mentalità e speranze, a questo punto la gara contro l’Inter assume già un significato rilevante.

Il pericolo reale è che questa ultima gara, però, possa affossare mentalmente la squadra. Dobbiamo sperare davvero che non sia così, altrimenti sarà necessario riconsiderare tutto quanto detto a inizio stagione, per una squadra che sta venendo meno a molte attese e che si sta complicando da sola un percorso che pareva poter essere in discesa.

Subscribe
Notificami
guest

0 Commenti
più nuovi
più vecchi più votati
Inline Feedbacks
View all comments

Articoli correlati

Gli azzurri con la vittoria di ieri hanno maturato ben 4 successi consecutivi: Verona, Torino,...
The day after Cagliari-Napoli: l'analisi del giorno dopo del match tra i sardi e i...

Altre notizie