Nella notte più intensa della stagione azzurra, Antonio Conte ha scelto di ripartire da chi ha già vinto. Il Napoli che ha piegato l’Inter al Maradona lo ha fatto con nove protagonisti dello scudetto in campo dal primo minuto, un dato che racconta molto più di tante dichiarazioni. È stata la risposta concreta a una settimana difficile, segnata dalla disfatta europea di Eindhoven e dalle tensioni seguite alla sconfitta di Torino.
In mezzo al caos, Conte ha richiamato a sé il cuore storico dello spogliatoio, puntando su esperienza, tenuta mentale e senso di appartenenza. E la risposta, come spesso accade con i campioni veri, non si è fatta attendere. Il Napoli ha ritrovato se stesso nel momento più delicato, contro l’avversario più temuto, e lo ha fatto grazie ai suoi uomini simbolo: da Anguissa a McTominay, passando per Politano e Di Lorenzo.
Il piano anti-crisi: ritornare alle certezze
Il 4-3-3 disegnato da Conte non era solo un cambio tattico, ma una scelta strategica chiara. Dopo l’uscita di scena di Kevin De Bruyne — l’”intruso” d’eccellenza, il fuoriclasse chiamato a portare un ulteriore salto di qualità — il tecnico ha rimesso in campo il Napoli dello scudetto. Un gruppo che ha memoria tattica, automatismi collaudati e la forza mentale per affrontare anche le emergenze più dure.
De Bruyne, con il suo carico di esperienza internazionale e qualità, ha lasciato un vuoto doloroso, non solo tecnico ma anche emotivo. La sua uscita per infortunio ha segnato un momento drammatico nella partita, ma ha anche fatto scattare qualcosa nel gruppo. I reduci dello scudetto di Conte (sette ancora in campo a fine partita) e anche quelli del titolo con Spalletti (cinque presenti) hanno fatto quadrato, trascinando il Napoli verso una delle prestazioni più convincenti della stagione.
I protagonisti: McTominay e Anguissa alzano il livello
Scott McTominay è tornato a fare la differenza. Come sottolinea La Gazzetta dello Sport, il centrocampista scozzese, MVP inatteso della scorsa stagione con 12 gol, ha già migliorato i numeri dello scorso ottobre, dimostrando di aver fatto un ulteriore salto in avanti. In una settimana ha timbrato il cartellino sia a Eindhoven che al Maradona, rispondendo sul campo alle critiche e ai dubbi di inizio stagione.
Anche Anguissa ha ritrovato lo smalto dei giorni migliori. Dopo un avvio a rilento, il camerunese ha messo il turbo, segnando con l’irruenza e la potenza di chi vuole prendersi ancora la scena. Il suo gol contro l’Inter ha ricordato quelli messi a segno nel rush finale dello scorso campionato, con incursioni da attaccante aggiunto e una presenza fisica dominante. A pochi giorni dal suo trentesimo compleanno, sembra vivere una nuova giovinezza, trainando i compagni con energia e personalità.
Il valore del progetto
Il messaggio, ora, è chiaro: il Napoli non ha solo comprato bene, ha costruito meglio. Il progetto è reale, tangibile, fatto di uomini che conoscono il significato della vittoria e che non si arrendono alle prime difficoltà. Non è solo un tema di moduli o mercato, ma di mentalità. E la vittoria contro l’Inter è la prova che la forza del gruppo può ancora fare la differenza.
Conte ha scelto il momento giusto per rispolverare la vecchia guardia, e ha avuto ragione. Ora, tra infortuni e impegni ravvicinati, servirà anche l’apporto dei nuovi arrivati, ma il segnale è stato lanciato: quando serve, i campioni rispondono presente.


