Cinema e calcio. Due mondi che per Aurelio De Laurentiis rappresentano la doppia anima della sua vita e della sua carriera. In un’intervista rilasciata a Rsi, il presidente del Napoli ha raccontato il suo punto di vista sul modo in cui le persone vivono la passione calcistica, tracciando un parallelo con il mondo del cinema. «Non ho mai sentito i miei tifosi cinematografici pretendere sempre di più, mentre nel mondo del calcio non fai mai abbastanza», ha affermato ADL.
“Nel calcio è tutto fantacalcio: la gente capisce poco”
Il presidente del Napoli ha poi affrontato il tema delle critiche da parte di una parte della tifoseria, sottolineando come le aspettative nel calcio siano spesso eccessive e poco realistiche. «Ti chiedono sempre acquisti: spesso è fantacalcio, la gente di calcio capisce molto poco. Critiche? Il Napoli ha milioni di tifosi nel mondo, io sento di essere amato dai più. Fra quelli che vanno allo stadio e che mi criticano ci sono un 10-15% di ultras che nella maggior parte dei casi sono fuorilegge», ha spiegato De Laurentiis.
“Il cinema è libertà, il calcio è imprevedibilità”
Nell’intervista, De Laurentiis ha anche riflettuto sulle differenze profonde tra i due mondi che lo hanno reso protagonista: il cinema e il calcio. «Il bello del cinema è che sei in completa libertà, in un oceano di idee. Puoi usare la creatività per scegliere l’idea che ti piace di più e raccontare una storia, una sceneggiatura. Per quanto riguarda il calcio, non hai mai una visione totale di ciò che può accadere: non c’è una sceneggiatura scritta», ha raccontato.
“Rappresento una diversità”
Nel corso dell’intervista, il presidente ha condiviso anche un aneddoto curioso che ben riassume la percezione della sua figura nel panorama calcistico italiano: «Una volta, a Torino, un tifoso mi chiese una foto. Gli chiesi se fosse juventino e mi rispose: “Sì, ma noi un presidente come lei non ce l’abbiamo”. Mi fa piacere, perché vuol dire che rappresento una diversità».


