Roberto Rambaudi lancia un monito al Napoli: senza Kevin De Bruyne, il gioco degli azzurri torna a essere prevedibile e poco efficace sul palcoscenico europeo. Intervenuto durante la trasmissione Giochiamo d’Anticipo in onda su 11 Televomero, l’ex allenatore ha espresso preoccupazioni sull’atteggiamento e l’evoluzione tattica della squadra partenopea.
«L’infortunio di De Bruyne non è un’opportunità, ma un freno allo sviluppo del Napoli. Si stanno interrompendo dei processi importanti. Era il momento per dimostrare di poter fare bene sia in Serie A che in Champions League», ha dichiarato Rambaudi, sottolineando come la squadra sia tornata a giocare un calcio basato esclusivamente sulla transizione, simile a quello della scorsa stagione.
«In Italia, con questo approccio puoi ancora vincere, ma in Europa prendi gli schiaffi da tutti. Serve un gioco più completo, capace di dominare. Con il Lecce, ad esempio, il risultato è stato positivo ma la partita poteva andare diversamente. Manca la capacità di imporsi come una vera squadra europea», ha aggiunto.
Secondo Rambaudi, il problema principale non risiede nella tattica, ma nella mentalità e nell’atteggiamento, soprattutto dei nuovi arrivati: «Come diceva Conte, la differenza la fa la fame, la voglia di aggredire. Non è solo una questione tecnica, ma di approccio collettivo. Serve il “noi”, non l’“io”. Questo tipo di spirito è imprescindibile per fare il salto di qualità».
Il Napoli, orfano del suo leader tecnico, sembra aver perso anche una parte della sua identità tattica. Rambaudi sottolinea la necessità per l’allenatore e per l’intero gruppo di ritrovare coesione, fame e ambizione, per competere davvero ad alti livelli.
«La squadra deve capire che ogni partita in Europa ha una storia diversa. Senza giocatori come De Bruyne, serve qualcosa in più da parte di tutti, anche dell’allenatore. È il momento di reagire e dimostrare maturità, non di adagiarsi su un gioco consolidato ma limitato», ha concluso.


