Durante l’ultima puntata di Sky Calcio Club, Luca Marchegiani ha elogiato l’approccio metodico di Vanja Milinkovic-Savic sui calci di rigore, rivelando i dettagli che si celano dietro le sue parate decisive. L’estremo difensore del Napoli, protagonista in diverse sfide recenti, ha infatti neutralizzato tiri pesanti da parte di avversari come Camarda e Morata, mostrando freddezza e capacità di lettura.
Secondo Marchegiani, non si tratta solo di istinto, ma di una strategia ben precisa basata sull’osservazione e lo studio dei rigoristi. «C’è uno studio dietro», ha dichiarato l’ex portiere della Lazio, facendo riferimento in particolare alle differenze di comportamento tra le parate contro Camarda e Morata.
«Se guardi il rigore parato a Camarda mercoledì e quello di Morata, noti che il portiere si comporta in modo diverso», ha spiegato Marchegiani. Contro Morata, Milinkovic-Savic effettua una mezza finta e poi resta fermo, attendendo la scelta dell’attaccante. «Morata lo guarda e non angola il tiro, forse proprio perché il portiere non si muove. È un intervento psicologico prima che tecnico».
Questo tipo di lettura mentale del rigorista è sempre più comune tra i portieri di alto livello, e Milinkovic-Savic sta dimostrando di saper sfruttare questi accorgimenti con efficacia. Restare fermo, fingere un movimento o interpretare lo sguardo dell’attaccante sono parte di una tecnica raffinata che spesso determina l’esito di un penalty.
Le parate dell’estremo difensore serbo non passano inosservate, soprattutto in un momento in cui i portieri vengono sempre più studiati dagli avversari. L’abilità di Milinkovic-Savic nel sorprendere chi calcia si inserisce in un quadro più ampio di preparazione tattica, frutto del lavoro dello staff tecnico del Napoli, che analizza nei dettagli i rigoristi delle squadre avversarie.
Marchegiani ha quindi posto l’accento su quanto il ruolo del portiere sia cambiato nel tempo, diventando non solo reattivo ma anche strategico. Non basta più affidarsi all’intuizione: occorre conoscere abitudini, traiettorie preferite e persino atteggiamenti corporei degli attaccanti, per anticiparne le mosse.
Le dichiarazioni dell’ex portiere aprono uno spunto interessante sul futuro della specialità: parare un rigore oggi richiede intelligenza tattica tanto quanto riflessi pronti, e Milinkovic-Savic sembra esserne un esempio perfetto.


