Una prima volta dal sapore simbolico e strategico. Stasera, in una gara cruciale per il futuro europeo del Napoli, Antonio Conte potrà finalmente contare sulla linea centrale pensata fin dalla preparazione estiva: Rrahmani in difesa, Lobotka in regia e Hojlund in attacco, una spina dorsale inedita, mai vista tutta insieme sul campo fino a oggi. L’architettura base del Napoli 2024-25 si concretizza, proprio nel momento più delicato del cammino in Champions League.
Un tetris complicato da completare. I tre giocatori simbolo di questo asse centrale non avevano condiviso neanche un minuto di gioco fino alla sfida di oggi. L’ultimo in ordine cronologico a rientrare è stato Lobotka, regista designato e mente tattica della squadra, costretto a uno stop dal 5 ottobre a causa di un problema muscolare all’adduttore. Sabato contro il Como ha giocato solo qualche minuto, mentre contro l’Eintracht è annunciato dal 1’.
Come sottolinea il Corriere dello Sport, Hojlund, arrivato dopo l’infortunio di Lukaku, è stato subito protagonista con 4 gol nelle prime sei apparizioni, inclusa la doppietta decisiva contro lo Sporting, unico successo europeo degli azzurri finora. Anche lui ha attraversato uno stop per problemi fisici, con un rientro graduale culminato nella prima da titolare contro il Como, dove però è apparso isolato e poco servito.
Rrahmani, perno difensivo della squadra, è tornato sabato alla guida della retroguardia con una prestazione dominante, come se non fosse mai mancato. Il suo infortunio risale al 30 agosto, proprio contro il Cagliari, in una fase in cui Hojlund non era ancora tesserato, mentre Lobotka era ancora pienamente operativo. Sabato scorso, per la prima volta, il kosovaro e il danese hanno cominciato una partita insieme, ma senza Lobotka titolare.
Oggi, finalmente, Conte potrà affidarsi al progetto originale: un asse centrale pensato per dare equilibrio, qualità e solidità in tutte le fasi di gioco. Lobotka è il cervello, il metronomo che unisce la fase di costruzione e quella di interdizione. Rrahmani è il leader silenzioso della retroguardia, l’uomo che detta la linea e infonde sicurezza, come dimostrato dai clean sheet contro Lecce e Como. Hojlund, invece, è il terminale offensivo, il punto di riferimento tecnico e fisico per un Napoli che vuole alzare il ritmo e sfruttare le corsie esterne.
Conte ha sempre sottolineato quanto fosse fondamentale Lukaku per la sua idea tattica, ma l’infortunio di agosto ha stravolto i piani. Hojlund ha raccolto l’eredità del belga, con caratteristiche diverse ma con margini di crescita e già un impatto europeo da non trascurare. Con De Bruyne aveva costruito un’intesa promettente, ma ora la squadra è chiamata a trovare automatismi con la spina dorsale appena formata.
In Champions, la continuità e la compattezza dell’asse centrale possono fare la differenza. Il Napoli, al momento, è 23° nella classifica aggregata e ha bisogno di vittorie e reti per evitare il rischio eliminazione. Le prossime due gare casalinghe – contro Eintracht e Qarabag – saranno decisive. E proprio dalla struttura tattica disegnata in estate può passare il cambio di marcia.


