Il Napoli è solido, ma non punge. È questa, oggi, la fotografia più nitida della squadra di Antonio Conte, che dopo quattro partite di Champions League si trova con appena quattro punti in classifica e una qualificazione ancora tutta da giocare. Il cammino europeo si fa in salita e le sfide contro Qarabag, Benfica, Copenaghen e Chelsea non offrono margini d’errore. Servirà più cattiveria sotto porta, più incisività e una dose maggiore di cinismo, caratteristiche che finora sono mancate nei momenti decisivi.
Un dato confortante arriva dalla fase difensiva, con tre clean sheet nelle ultime uscite. La ritrovata solidità del reparto arretrato, costruita attorno al ritorno di Rrahmani, rappresenta una base importante da cui ripartire. Lo stesso Conte, in più occasioni, ha sottolineato quanto la stabilità difensiva sia una priorità nel suo progetto tecnico. Il Napoli dello scorso anno ha costruito i suoi successi anche su questo aspetto: tornare a essere impermeabili è il primo step verso la risalita.
Ma è davanti che le cose non girano come dovrebbero. Nonostante l’atteggiamento propositivo e una buona produzione offensiva, i gol latitano. Il problema non è solo la finalizzazione, ma anche la creazione di occasioni realmente pericolose: il giro palla è spesso lento, prevedibile, e le squadre avversarie – come l’Eintracht nell’ultima sfida al Maradona – si difendono con blocchi bassi e linee compatte. In questo contesto, senza un’accelerazione negli ultimi venti metri, tutto si complica.
Conte ha elogiato l’impatto dei nuovi, in particolare Elmas e Gutierrez, protagonisti di una prestazione vivace. Lo spagnolo, schierato a sinistra, ha offerto solidità e spinta, mentre il macedone si è distinto per intensità e capacità di creare superiorità. La catena di sinistra è sembrata più ispirata rispetto alla destra, dove Di Lorenzo e Politano hanno faticato. Positivi anche i segnali da Lobotka, Anguissa e dal giovane Lang, che nel finale ha portato energia e pericolosità.
L’attacco resta però il vero nodo da sciogliere. Hojlund, reduce da uno stop muscolare, non ha ancora ritrovato la condizione ideale. Lucca alterna spunti interessanti a momenti di involuzione, e si attende con impazienza il rientro di Lukaku, la punta che potrebbe dare peso e profondità al reparto offensivo. Anche da Neres e Lang ci si aspetta una crescita nei meccanismi offensivi, per creare più sbocchi contro difese chiuse.
La classifica del girone resta aperta, ma non c’è più spazio per passi falsi. A partire dalla prossima contro il Qarabag, ogni gara diventerà uno spartiacque. Il Napoli dovrà ritrovare intensità, ritmo e soprattutto concretezza per restare aggrappato alla Champions. Perché, come ha detto lo stesso Conte, “le vittorie arrivano solo con i gol”. E se non torneranno in fretta, il rischio di salutare l’Europa con largo anticipo sarà concreto.



il Francoforte poteva vincere 1-0 senza rubare nulla al Napoli squadra più dotata tecnicamente ma leziosa spesso incongruente, quei 90 mln di € spesi in acquisti dove sono finiti?