Dal gol di Anguissa contro l’Inter al buio totale. In poco più di 270 minuti, il Napoli ha segnato una sola rete – proprio quella del centrocampista camerunese – e poi si è inceppato nella fase più delicata della stagione, tra Champions League e campionato. Tre gare senza reti da parte degli attaccanti, con un bilancio offensivo preoccupante e un solo dato certo: l’assenza di Kevin De Bruyne ha tolto luce, idee e incisività all’intero reparto avanzato.
Dopo la vittoria spettacolare contro i nerazzurri, l’attacco si è bloccato. Zero gol contro Eintracht e Como, e un’unica rete arrivata su calcio da fermo a Lecce, ancora con Anguissa protagonista. Una parabola discendente che sembra coincidere esattamente con l’uscita di scena di De Bruyne, l’uomo deputato a trasformare il gioco in occasioni, assist e gol. Senza la sua visione e il suo tocco, il Napoli è apparso prevedibile, lento e sterile negli ultimi metri, incapace di trovare varchi anche contro difese non irresistibili.
Il dato numerico parla chiaro: solo 20 gol in 14 partite stagionali (16 in Serie A, 4 in Champions), una media ben al di sotto degli standard di una squadra costruita per competere su tre fronti. E i rimedi tentati da Antonio Conte, come il passaggio al 4-3-3 contro l’Eintracht, non hanno ancora portato i risultati sperati. Elmas schierato alto a sinistra, Hojlund al centro e Politano a destra non sono bastati a scardinare la difesa tedesca, chiusa come un bunker e poco sollecitata dalla manovra azzurra.
Hojlund, reduce da un problema muscolare, è apparso ancora lontano dalla miglior condizione, mentre Lucca alterna prove generose a momenti d’inconsistenza. All’orizzonte c’è il rientro di Romelu Lukaku, che potrebbe cambiare le dinamiche offensive, ma anche la sua condizione resta da verificare. E mentre Lang e Neres cercano ancora continuità e spazio, resta evidente che il Napoli fatica a concretizzare quanto costruisce.
Un problema che non è nuovo: già nella scorsa stagione il club partenopeo si trovò a fronteggiare una flessione offensiva(59 gol in 38 gare di campionato), spingendo poi sul mercato per rinforzare l’attacco. Sono arrivati profili promettenti, ma il bilancio attuale non soddisfa le aspettative né in Serie A né in Europa.
Eppure, all’interno dello spogliatoio non si respira allarme. A parlare è Giovanni Di Lorenzo, che nel post-partita ha commentato: “Abbiamo fatto un’ottima gara. Ci è mancata solo la finalizzazione. Ci preoccuperemmo se non costruissimo, ma così non è. Dobbiamo solo sbloccarci”.
Ma il tempo stringe. Il girone di Champions si complica e il calendario non aiuta: Qarabag e Benfica prima di Natale, Copenaghen e Chelsea a gennaio. Per andare avanti servirà segnare di più, e farlo subito. Le prossime gare saranno decisive non solo per il passaggio del turno, ma anche per il morale di una squadra che non può permettersi di sprecare altro terreno.


