Il Napoli è primo in classifica in Serie A e ancora in corsa in Champions League, ma dietro ai risultati si nasconde una crisi offensiva sempre più evidente, soprattutto per quanto riguarda attaccanti ed esterni. Un solo gol nelle ultime tre partite, firmato da Anguissa su calcio da fermo a Lecce, e nessuna rete realizzata da un attaccante nelle ultime sei gare ufficiali: dati che non possono passare inosservati.
Come sottoliena il Corriere dello Sport, l’ultimo a segnare tra i centravanti è stato Rasmus Hojlund contro il Genoa, il 5 ottobre. Da allora, zero gol da parte del reparto avanzato, con lo stesso Højlund fermo a causa di un infortunio che lo ha costretto a saltare tre gare e a rientrare solo nella ripresa a Lecce. Lorenzo Lucca, titolare in diverse occasioni, è fermo al gol segnato contro il Pisa il 22 settembre, mentre Ambrosino non ha inciso nei pochi minuti concessi. Romelu Lukaku, il grande assente, ha salutato già ad agosto, lasciando un vuoto non ancora colmato.
Le difficoltà si estendono anche agli esterni, da cui ci si aspettava maggiore incisività: David Neres non segna da dieci mesi, con un ultimo gol risalente al 4 gennaio contro la Fiorentina. I suoi numeri in questa stagione parlano chiaro: solo 0.36 xG complessivi, a testimonianza di una produzione offensiva molto limitata. Matteo Politano è a digiuno dal 30 marzo, e anche Elmas e Lang non hanno ancora trovato la via del gol. Quest’ultimo sta lentamente migliorando, ma l’impatto complessivo del reparto resta insufficiente.
In totale, il Napoli ha realizzato 20 gol in 14 partite stagionali, distribuiti equamente tra Serie A (16 reti) e Champions League (4). A livello di Expected Goals (xG), il dato complessivo è 20.4, segno che la squadra ha segnato quanto avrebbe dovuto, senza però mai andare oltre. Anche in questo caso, emerge la dipendenza dal centrocampo: Anguissa, McTominay e De Bruyne hanno segnato il 60% delle reti totali (4 a testa), mentre i quattro gol di Højlund portano al 80% il contributo non proveniente dagli attaccanti esterni.
Il bicchiere mezzo pieno arriva dalla fase difensiva: un solo gol subito nelle ultime quattro partite, con tre clean sheet consecutivi, dopo una serie negativa di nove gare con almeno una rete incassata. Un segnale di ritrovata compattezza, che però non basta a nascondere le difficoltà in fase di costruzione e finalizzazione.
Le gare più recenti hanno evidenziato le lacune: contro il Como, pur mantenendo il primato in solitaria grazie ai risultati delle rivali, il Napoli ha ottenuto solo uno 0-0, con pochi pericoli creati. Ancora più preoccupante il pari contro l’Eintracht Francoforte in Champions: stesso numero di tiri nello specchio (3) nonostante un avversario reduce da due “cinquine” subite e con la peggior difesa del torneo fino a quel momento.



non tirano in porta nemmeno da fuori area e quando lo fanno calciano la palla fuori dallo stadio, giocatori professionisti pagati milioni d’euro si dovrebbero vergognare per non saper indirizzare la palla verso lo specchio della porta avversaria. Per non parlare poi dei cross o calcio d’angolo il più delle volte tirati malissimo, fossi Conte questi li rimanderei a scuola di calcio ad imparare come si colpisce un pallone.